Tramite il suo profilo su Facebook, Carlo Nesti ha parlato del piano tattico della Juventus contro l’Atalanta e non solo. Ecco le sue parole: “Cosa hanno in comune le 3 partite più spettacolari della Juventus, e cioè Lipsia, Manchester City e Atalanta? La squadra bergamasca, proprio come tedeschi e inglesi, pratica un calcio “europeo”. Difesa e pressione alte, con il vantaggio di assumere l’iniziativa, ma anche con il rischio di concedere spazi”.
Nesti: “Con l’Atalanta decisiva l’assenza di una punta”

Il giornalista ha proseguito: “La formazione bianconera, in questi contesti, che si trovano molto più nelle Coppe continentali, che non in Serie A, si esalta. Ieri, il modulo tattico è stato, in fase di possesso, il 4-2-4, ma in fase di non possesso, il 4-6-0. Per la prima volta, è stata decisiva l’assenza di una punta, perché l’arretramento di Koopmeiners e McKennie, sulla linea dei centrocampisti, ha incrementato la fase di copertura. Al momento di sfruttare i varchi, poi, sono state spesso micidiali le ripartenze di uomini adatti alla profondità: McKennie, Kalulu (protagonisti dell’azione del gol), Yildiz, Gonzalez e Thuram. Insomma: dalla Juventus orizzontale, alla Juventus verticale”.