spalletti
Dopo la cocente sconfitta rimediata in Coppa Italia, contro l’Atalanta, la Juve vuole riprendere in mano il suo destino. Domani sera i bianconeri affronteranno la Lazio dell’ex Maurizio Sarri -ultimo vincitore dello scudetto con la zebra sul petto- e Luciano Spalletti ha analizzato la sfida in conferenza stampa. Di seguito le sue parole.
Un commento sul rinnovo di Yildiz?
“Siamo tutti in giacca e cravatta perché è un giorno importante. È significativo per le intenzioni di questo club. Infortunio? Yildiz per domani è a disposizione, ha fatto tutto l’allenamento in gruppo. Conceiçao e Kelly hanno fatto a parte, valutiamoli domani.”
Avete parlato anche del suo di rinnovo?
“Secondo me è giusto non mettere pressione a questa cosa, anche perché la società deve fare le sue valutazioni. Quando avrò dimostrato di meritarlo come Yildiz – se ci riuscirò – allora sarà possibile. Ma ora siamo tutti concentrati sul presente. Ci sono tante partite e le opinioni possono cambiare, facciamo le cose con calma. Con John Elkann parlo spesso, lo sento molto vicino.”
Fare sempre prestazione incoraggia anche se si perde? O preoccupa?
“Com’è che dite voi, risultatisti e giochisti? In mezzo ci sono gli equilibristi… Secondo me è facile: più hai la palla più decidi le tue sorti. Per esempio, se domani lasci palla alla Lazio di Sarri gli concedi di fare il loro gioco. Per quanto riguarda noi ci sono partite che ti lasciano un po’ incompleto, è vero, ma noi vogliamo fare quel gioco e tenere la palla; ma deve essere un sistema liquido, non c’è un solo comportamento, si valuta di volta in volta.”
Tornando su Yildiz: cosa vuol dire avere un leader di 20 anni?
“Dà forza a tutta la squadra. È importante quanto fa brillare la squadra, quanto riesce a stare collegato alla squadra e influenzarla. Yildiz ha lo strappo, l’uno contro uno fulminante. Con uno così ti trovi a giocare in superiorità, visto che salta quasi sempre l’uomo. Kenan è veramente tanta roba. La sua età? Ha avuto ottimi insegnamenti: è solare e sorridente, e questo fa parte della cultura e della sua famiglia.”
Che idea si è fatto di Boga e Holm? Boga è solo un vice Yildiz?
“Due giocatori forti. Ci possono dare una mano. Boga ha delle caratteristiche e parte dalla posizione di Yildiz, ma sa stare e si sa comportare bene anche in altri luoghi. Ha sensibilità palla al piede, anche lui sa saltare l’uomo. Queste qualità, messe in un contesto che funziona, sono adattabili anche in più ruoli. Holm lo conosco da tempo, ha giocato allo Spezia e lì vado spesso. Mi aveva già colpito da tempo, poi ha avuto una bella crescita con un bell’allenatore come Italiano.”
Nel futuro si aspetta altri colpi per costruire una grande Juve?
“Penso che una delle migliori qualità di un allenatore sia quella di farsi comprare i calciatori (ride, ndr). Ci vogliono calciatori forti, che abbiano personalità. L’allenatore può essere bravo o meno bravo, ma poi è il livello dei calciatori che determina i risultati di un club. Dovessi essere io l’allenatore, cercheremo con la società di inserire dei calciatori che migliorino la squadra, evitando investimenti inutili“.
Cosa ne pensa della Lazio di Sarri?
“La Lazio è una squadra che sa giocare bene a calcio. Contro di loro distanze e ritmo devono essere allineati, sapete com’è Sarri. Sappiamo tutti la sua qualità. Li hai sempre addosso, ma come squadra, non come singoli. Giocano meglio di quella che è la loro classifica.”
Cosa le darà in più Vlahovic quando tornerà a disposizione?
“Nel calcio di qualche anno fa il centravanti era il punto di arrivo. Ora, spesso, è il punto di partenza. Oggi la finalizzazione viene distribuita, la prima punta è quella che apre spazi e permette inserimenti, come quelli di McKennie, per esempio.”
Cosa ne pensa di Kelly?
“È fortissimo, ma sta usando una bassa percentuale delle sue qualità. Non è solo mancino, ha qualità nelle scelte di passaggi. Può anche battere le punizioni, ha una castagna di potenza. È completo.”
Cosa manca a Conceição in zona gol?
“Deve crescere. Nel calcio moderno bisogna saper valutare il pallone che può cambiare la storia della partita. Sono attimi. Il pallone obbedisce prima all’idea che al piede.”
Quanto peseranno i prossimi scontri diretti?
“Bisogna avere una visione completa, giochiamo contro tutti, contro un campionato. Noi facciamo il nostro, non in base al nome del nostro avversario. Le mentalità non si spezzano, non si dividono e non si adattano. La mentalità è una voce che dice chi sei, che parla di te in ogni partita. Noi dobbiamo esibirla questa mentalità.”
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