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Juve, Joao Mario: “Mi ispiro a CR7. Il prestito a Bologna…”

Stefania Palminteri – 24 Febbraio, 15:44

Joao Mario

Il terzino del Bologna, in prestito fino a fine stagione dalla Juve, si è presentato in rossoblu in conferenza stampa

Nel mercato di gennaio Joao Mario ha lasciato la Juve per passare al Bologna in prestito. Il portoghese, oggi, è stato presentato in conferenza stampa. Di seguito le sue parole.

Come si sta trovando a Bologna?
“Mi trovo molto bene, sin dal primo giorno ho ricevuto un’accoglienza calorosa. Il gruppo è molto unito ed è stato facile adattarmi. Ho avuto modo anche di girare per la città e ho assaporato del buon cibo. Anche l’allenatore ha avuto modo di condividere le sue idee con me e tatticamente mi sto trovando a mio agio.”

Data la sua lunga permanenza in Portogallo con il Porto, cosa l’ha spinta a cambiare squadra dopo soli sei mesi dall’arrivo in Italia? Come vive la prospettiva del prestito secco a Bologna?
“È vero sono stato tanto anni al Porto, lì ho avuto modo di formarmi come giocatore e uomo. Da lì ho pensato di uscire dalla mia comfort zone perché in Portogallo avevo vinto tutto quello che potevo vincere. Il nuovo cambio? L’ho fatto per una scelta tecnica e tattica. Penso che qui potrò mostrare di più le mie capacità e avrò modo di giocare e dimostrare il mio valore. Sulla permanenza non voglio esprimermi ora, voglio pensare solo al presente, poi vedremo a fine stagione.”

Data l’emergenza a sinistra, lei può giocare anche sull’altra corsia?
“Sono un terzino destro ma penso di poter dare una mano anche dall’altro lato, dipenderà dalle scelte del mister, io mi metto a disposizione. darò il 100% ovunque verrò schierato.”

Quali sono le differenze tra il calcio italiano e quello portoghese?
“Il campionato italiano tende ad essere più fisico e più tattico. Mi sembra anche più competitivo a livello di squadre.” 

“Ovviamente Cristiano Ronaldo, soprattutto per la sua professionalità. Ha dato tantissimo per la nostra Nazione ed è un punto di riferimento non solo per noi portoghesi ma anche per le persone di tutto il mondo.”

Perché ha scelto il numero 17?
“È un numero che mi è sempre piaciuto sin da piccolo. Ho visto che era libero e ne ho approfittato”.

Quanto è stato importante tornare alla vittoria in casa dopo 106 giorni?
“È stata una vittoria decisamente importante. Il mister aveva premuto molto sull’aspetto di portare gioia e felicità ai nostri tifosi dopo 3 mesi. Ora ci siamo già buttati con la testa alla sfida di giovedì perché* sarà importante passare il turno di Europa League.”