Dopo Juventus–Galatasaray, Giorgio Chiellini ha parlato ai microfoni di Sky. Queste le sue parole:
“Terza partita su quattro, terminata in 10 uomini? Oggi è stata la ciliegina. Però io credo che usciamo rinforzati, usciamo comunque con la consapevolezza di un percorso e della forza che non deve essere minato nelle sue certezze da una partita e mezzo sbagliate. L’abbiamo fatta in 10, l’abbiamo portata fino alla fine, paradossalmente avremmo meritato anche di più in 10 contro 11, ma ci deve riportare poi a questa scintilla di cui parlavo prima della partita che c’è stata, questa fiducia e unione ritrovata e per affrontare poi bene questo finale di campionato. C’è rammarico, questo sì, c’è delusione per come è arrivata poi questa sconfitta, ma c’è anche l’orgoglio per quanto fatto.
Questo momento della stagione? È un momento chiave: mancano 12 partite dopo Roma ne mancheranno 11. È innegabile che sarà una partita difficile e un po’ di stanchezza ci sarà, ma io credo che poi dovremmo riuscire anche a bilanciare questa stanchezza con tanta fiducia e con tanta consapevolezza, andarsi a giocare una partita difficile con una squadra che sta bene, ma anche comunque con la consapevolezza della nostra forza e di poter fare bene la partita. Poi dopo la partita di Roma mancheranno ancora 11 partite e andarcelo a giocare fino alla fine comunque il massimo dell’obiettivo che possiamo raggiungere. Poi a fine maggio faremo bene i conti di dove saremo; ma ancora il percorso è lungo, manca un terzo del campionato, quindi si arriva all’ultima parte il rush finale è sempre più importante, ma bisogna arrivarci secondo me con la giusta tranquillità, ma consapevolezza.
Spalletti? È provato come tutti, poi alla fine credo che sia giusto che ogni tanto parli anche la società in alcuni momenti come poi una partita di oggi. I ragazzi hanno dato tutto, il mister con loro e penso che non cambi nulla e che sia giusto così. In questi giorni ha fatto questo il mister, cioè hanno visto quanto di buono hanno fatto comunque in tutto il periodo di Luciano, gli ha fatto capire che non è una partita e mezzo e tre risultati negativi che poi cambia un percorso che hanno fatto nonostante poi non abbiamo raccolto quanto avremmo meritato per demeriti nostri o dei meriti altrui. Questo cambia poco. Quindi, io credo che abbia già lavorato in questi giorni sulla consapevolezza e sulla fiducia della squadra, e oggi questa cosa si è vista. Capisco la delusione che è tanta, ma io credo che ci debba essere anche orgoglio e consapevolezza che la squadra quando gioca e fa le cose che prova e quando sta attenta per tutto il tempo c’è. Mancano 12 partite, dovremmo avere la costanza di metterlo in campo sempre, andare domenica a fare comunque una partita importante in una piazza difficile, ma poi ne mancheranno altre 11 e c’è ancora tempo per fare tutto e continuare quel percorso. Non c’è bisogno di cambiare troppo, ma magari raccogliere un po’ di più di quanto fatto nelle ultime 2-3 settimane.
Confermare subito Spalletti con un contratto? Se avete sentito un po’ le mie parole nelle ultime settimane non c’è mai stato nessun dubbio sul futuro allenatore della Juventus, sul futuro di Luciano. Io credo che voi abbiate visto e vissuto con noi questo calendario delle ultime settimane e veramente abbiamo avuto a malapena il tempo di respirare e di passare a casa ogni tanto. Quindi ora, purtroppo, avremo qualche settimana libera in più, ma nel ‘purtroppo’ per fortuna avremo anche un attimo di tempo per mettersi a sedere, condividere piani futuri e poi formalizzare ogni cosa a tempo debito. Ma abbiamo comunque già dato un’occhiata ai vari rinnovi, e Luciano è sempre stato una priorità e mai stato un dubbio. Se qualcuno non è riuscito a superare l’esame? Però se volete vedere anche del buono, si è visto del buono in questi mesi di chi sta venendo fuori. Ora non mi piace fare nomi perché non penso sia corretto, però oltre a chi si è visto che magari non è da portare avanti, non è da andare in guerra, si è anche visto qualcuno con cui in guerra ci si può andare e tante persone che hanno tirato fuori qualcosa in più in queste settimane e in questi mesi. È chiaro che ogni società, noi ma come tutte le altre, fa le sue valutazioni durante l’anno e poi a fine anno deve fare delle scelte, e sicuramente le faremo.
Non dimentichiamo l’assenza di Dusan Vlahovic, che non è un’assenza da poco. Non a caso è un giocatore cardine di questa squadra da tanti anni e fare 4 mesi a meno di lui sicuramente non è stato facile, e qualcosa abbiamo pagato. Ora sta recuperando, è vicino al rientro, dovrebbe rientrare dopo Roma ad allenarsi con la squadra, e quindi anche quello sarà un valore aggiunto per il rush finale, e alla fine vale un po’ il discorso fatto con altre persone, c’è grande stima e rispetto reciproco. Quindi poi troveremo il tempo e il modo per capire quello che potrebbe essere il futuro ancora insieme. Ma la passione di Dusan e l’amore per la Juventus credo si sia visto, per l’ultima volta non che ce ne fosse bisogno di una prova, nell’esultanza al goal di Kalulu al 90esimo di Juventus-Lazio. Quindi è un giocatore che ha questi colori dentro, è un professionista serio che si sta allenando e sta cercando di recuperare al massimo e poi vedremo a tempo debito se ci sono le condizioni per proseguire insieme, ma Dusan è un giocatore importante per la Juventus sicuramente fino a giugno, e poi vedremo”.