La Juve affronterà il Galatasaray: la gara d’andata si giocherà a Istanbul, in Turchia, mentre il ritorno è in programma all’Allianz Stadium di Torino. Giorgio Chiellini ha parlato ai microfoni di Sky dopo il sorteggio dei playoff di Champions League. Di seguito le sue parole.
“Il precedente del 2013? Io ho pensato più a Osimhen, è però una buona occasione per cambiare l’ultimo ricordo a Istanbul. La squadra è forte e con grande individualità, ma giocheremo la seconda in casa. Dovremo essere bravi a fare la partita a Istanbul per colpire sulle loro lacune, che ci sono, e limitare le potenzialità che hanno in attacco, come Osimhen, ma anche in altri reparti.
In quel precedente, una metà campo era stata trattata diversamente. Poi l’abbiamo persa noi in campo, feci io l’errore decisivo, me la sento addosso a prescindere dalla neve. Oggi la situazione è diversa, è un mondo diverso, le due squadre sono diverse. Dobbiamo rispettare la loro qualità, hanno grandi giocatori in ogni reparto. Siamo consapevoli delle nostre qualità, se riusciamo a fare la nostra partita, la nostra posizione in classifica in Champions è determinata dalla nostra forza. Si giocherà sui dettagli, ma dovremo fare una partita matura a Istanbul e poi ripeterla a Torino.
Ora come ora non riuscirei a reggere due minuti contro Osimhen, un tempo mi sarebbe piaciuto. L’ho affrontato quando le mie doti fisiche erano limitate e ho dovuto impostare il duello tutto sulla testa. Lui è un attaccante forte, che attacca la profondità, ha una fame che si vedono in pochi. Hanno tanti giocatori forti, alcuni di loro passati dall’Italia, il campionato turco sta investendo tanto, il Galatasaray è un club storico. Sarà un bel test per i nostri i miglioramenti, da Bologna stiamo crescendo. Ora c’è il campionato, poi ci sarà anche la Coppa Italia a Bergamo e a seguire la Champions. Avremo settimane interessanti davanti.
Sul mercato non ci sono novità, se ci saranno entro tre giorni lo sapremo. Che Osimhen possa piacere è normale. Piace a tutte le squadre d’Italia e d’Europa, ma realisticamente non c’è mai stato niente di più.”