Ciro Ferrara, alla Juventus da calciatore dal 1994 al 2005 e nel ruolo di allenatore dal 2009 al 2010
Ciro Ferrara, ex difensore della Juventus, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha analizzato il recente periodo che stanno vivendo i bianconeri di Luciano Spalletti. Di seguito l’intervista completa:
Il caso David, prima intristito per il rigore sbagliato e poi abbracciato dai compagni e da Spalletti dopo il gol liberatorio al Sassuolo, le ha fatto tornare in mente qualche episodio dei suoi tempi?
“Non è mai semplice ambientarsi nella Juventus, soprattutto per chi arriva dall’estero. Non mi viene in mente un aneddoto, però di una cosa sono abbastanza certo: se in questi mesi David non si fosse fatto volere bene dai compagni, l’altra sera non lo avrebbero abbracciato tutti. Qualcuno si sarebbe defilato… Mi è piaciuto Spalletti”.
Perché?
“I rigori si sbagliano, ma Spalletti avrebbe potuto far pagare a David la scelta di calciarlo in quel modo. Invece Luciano ha confermato in attacco il canadese contro il Sassuolo ed è stato ripagato dal ragazzo. Spalletti gli ha voluto far sentire la fiducia, ma non aveva nemmeno molte alternative”.
Spalletti ha il contratto in scadenza a giugno: lei lo blinderebbe già ora?
“Gli allenatori sono legati ai risultati e non so se i dirigenti della Juventus vogliano aspettare la qualificazione in Champions. Sicuramente Spalletti merita il rinnovo per quello che ha fatto in questi mesi. Luciano ha restituito autostima e fiducia all’ambiente dopo la batosta di Napoli. Adesso, in attesa che le prime recuperino la giornata saltata per la Supercoppa, i bianconeri sono vicini alla vetta. Napoli e Inter restano le grandi favorite: Conte è un vincente unico. Vediamo come va lo scontro diretto del week-end. Non sarà determinante, però sposterà gli umori. Anche delle inseguitrici”.
Giocasse ancora nella Juventus farebbe un pensierino allo scudetto?
“Alla Juventus devi pensarci sempre, dal primo all’ultimo giorno. È l’obiettivo, poi non puoi vincerlo tutti gli anni. I bianconeri spereranno in un pareggio tra Inter e Napoli per rosicchiare punti, però in questo momento la squadra di Spalletti mi sembra più da terzo-quarto posto”.
I bianconeri insistono per il Chiesa bis: è la migliore opportunità possibile a gennaio?
“Soprattutto per Federico, che ha bisogno di spazio e minuti per rilanciarsi. La Juventus deve puntare maggiormente sugli italiani, è nel suo Dna. Tonali merita uno sforzo adesso o in estate”.
In difesa il vero colpo è il rientro di Bremer dall’infortunio. La Juventus è imbattuta col brasiliano in campo: semplice coincidenza?
“Non scherziamo. Bremer è un top mondiale nel suo ruolo e in Italia è il difensore migliore”.
La stellina Yildiz aspetta ancora il rinnovo: sorpreso?
“Sono dinamiche che fanno parte del calcio. Ogni giorno che passa aumentano i rischi: Kenan sta facendo benissimo ed è normale che sia corteggiato dalle big europee più ricche. La Juventus deve tenersi stretto il suo numero dieci e costruire il futuro attorno a lui. Non esistono giocatori insostituibili, ma i tempi cambiano e adesso per le italiane è difficile comprare i campioni. Quindi meglio non perdere quelli che si hanno. Kenan ha 20 anni e numeri simili a Del Piero, ma quello che conta sono i trofei. Ale ha vinto tutto perché alle spalle aveva una grande squadra che ha esaltato il suo talento immenso. Io lascerei stare i paragoni, prima di tutto per il bene di Yildiz”.
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