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Juve, De Marchi: “Annata complicata e squadra destabilizzata”

Marco De Marchi è intervenuto ai microfoni del programma radiofonico 1 Football Club in onda su 1 Station Radio. L’ex giocatore e agente ha affrontato diversi tempi caldi del mondo del calcio, di cui alcuni relativi alla Juventus. Oggetto di critica è stata la stagione tribolata della Juventus, ritenuta da molti come negativa e di cui si cerca di attribuire le responsabilità. Nell’occhio del ciclone ci sarebbe anche l’allenatore Massimiliano Allegri, spesso additato come partecipe dei problemi della Juventus. In merito a questo, De Marchi avrebbe cercato di spiegare la posizione dell’allenatore. Il quale secondo alcuni non si riterrebbe responsabile di una stagione priva di trofei.

Le attenuanti di Allegri

Ecco cosa ha detto l’agente sull’argomento: “E’ un discorso complicato da affrontare. Allegri ha sicuramente le spalle larghe per poter fare autocritica. Va considerata, tuttavia, un’annata complicata, soprattutto in virtù della gestione degli organi competenti. Togliere e ridare i punti non credo sia stata una grande cosa, anche per le rivali in campionato. In questo modo si destabilizza la squadra ed il suo modo di giocare. I conti, tuttavia, si faranno alla fine, e si giudicherà l’operato del tecnico tenendo conto di quanto accaduto fuori dal campo”. Tra le domande poste a De Marchi, anche quella relativa a Cristiano Giuntoli che sarebbe considerato tra i papabili per il ruolo di direttore sportivo della Juventus. L’ex calciatore ha risposto: “Non so quale sarà il suo futuro, ma Giuntoli ha bisogno di pochi consigli. Inoltre, c’è un presidente che si è dimostrato capace di condurre la squadra alla competitività ed al successo. Senza mai fare il passo più lungo della gamba”.

De Marchi sul ruolo dell’intermediario

Tra le domande poste a De Marchi, non è mancata quella relativa al ruolo dell’intermediario. Una figura diventata sempre più rilevante nel corso degli anni. Ecco la sua interpretazione del ruolo: “Il nostro lavoro è quello di trovare giocatori adatti per tutte le categorie, parallelamente allo scouting dei club. Vi racconto un aneddoto. L’anno scorso c’erano due giocatori olandesi in Serie B, Wieffer e Dallinga. Li proposi a tantissimi club ma la seconda divisione olandese non era evidentemente appetibile. Oggi, Wieffer è titolare inamovibile del Feyenoord e Dallinga ha già fatto dodici gol in Ligue 1 con il Tolosa. Acquistare i due calciatori nelle prossime finestre di mercato è divenuta impresa proibitiva. Ci sono delle situazioni, come quella di Van Hooijdonk, che possono consentire ai club di usufruire di un prodotto importante. Ho cambiato il mio modo di lavorare, anche per necessità viste le esperienze non proprio felici del passato. Ho creato, dunque, una mia società in cui si cerca di instaurare dei rapporti sani con i ragazzi”.

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