Juventus-Inter (4-3) e Juventus-Borussia Dortmund (4-4) hanno fatto gioire il popolo bianconero. Nella prima gara, il super gol di Adzic, al 91′, ha regalato i tre punti alla squadra di Tudor; nella seconda – con due gol nell’extratime- la Signora ha riagguantato una partita che sembrava praticamente persa.
Una vittoria e un pareggio in due partite di cartello sono un buon bottino, ma i punti acciuffati nei finali di match non sono stati sufficienti a nascondere ai tifosi – e non solo – qualche incertezza di troppo da parte di Michele Di Gregorio, che per sette volte in tutto ha dovuto raccogliere il pallone in fondo alla rete.
Sia in Serie A che in Champions League l’ex Monza è sembrato più sorpreso del dovuto in diverse occasioni. Così come troppo facilmente gli avversari sono arrivati al tiro, troppo facilmente quelle conclusioni nello specchio hanno avuto fortuna: una parata per partita non è sufficiente per gli standard richiesti dalla storia bianconera e Di Gregorio lo sa, lui che sa far tesoro sia dei complimenti che delle critiche costruttive, entrambi ingredienti fondamentali per crescere.
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