La solidità ritrovata nel momento decisivo
La corsa Champions della Juventus passa da un concetto che a Torino conoscono bene: difendere prima di tutto. Il balzo al quarto posto, certificato dal successo sul campo dell’Atalanta e favorito anche dal passo falso del Como, è figlio di un’evidente crescita del reparto arretrato nelle ultime settimane. Non si tratta soltanto di una sensazione visiva, ma di numeri concreti che raccontano un’inversione di tendenza netta rispetto al periodo complicato vissuto tra febbraio e inizio marzo. La squadra di Luciano Spalletti ha ritrovato compattezza, attenzione e ordine, qualità che sembravano essersi smarrite nel momento più delicato della stagione. Oggi i bianconeri danno nuovamente l’impressione di saper soffrire, di sapersi abbassare quando serve e soprattutto di saper proteggere il risultato, un aspetto che storicamente ha costruito le fortune del club.
Il ritorno decisivo di Michele Di Gregorio
Al centro di questa ritrovata solidità c’è la figura di Michele Di Gregorio. Dopo sei partite trascorse in panchina a seguito di un periodo poco brillante, il portiere è tornato protagonista nel momento più delicato. Il rigore parato contro il Genoa e gli interventi determinanti contro l’Atalanta hanno restituito sicurezza a tutto il reparto. Con lui tra i pali, la Juventus ha vinto quattro delle ultime cinque partite senza subire gol, due delle quali in trasferta. Il dato complessivo stagionale parla di 17 clean sheet su 44 gare tra campionato, coppe europee e Coppa Italia: la porta bianconera è rimasta inviolata nel 38,6% delle partite disputate. Non sono ancora numeri da record storico juventino, ma rappresentano un cambio di passo evidente rispetto al recente passato e raccontano quanto la fiducia ritrovata del portiere abbia inciso sull’intero sistema difensivo.
Dai blackout difensivi alla marcia da Champions
Il confronto con il periodo nero di febbraio rende ancora più evidente la trasformazione. In quelle settimane la Juventus aveva subito 21 reti in otto partite, con una media di 2,3 gol incassati a gara, culminata nel 3-3 contro la Roma. Oggi, invece, la squadra è tornata vicina ai parametri dell’inizio gestione Spalletti, quando nelle prime 19 gare erano arrivati appena 11 gol subiti. Nelle successive 13 partite la media si era alzata a 1,69, ma il dato dei clean sheet con il tecnico toscano resta significativo: 14 dei 17 totali sono arrivati sotto la sua guida. Un trend che ora dovrà essere confermato nel finale di stagione, a partire dalla sfida interna contro il Bologna, con le condizioni di Kenan Yildiz da monitorare dopo l’infiammazione al ginocchio. Perché la strada verso la Champions, ancora una volta, passa soprattutto dalla capacità di non prendere gol.