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Juve, Capello a La Gazzetta dello Sport: “Spalletti merita la conferma”

Stefania Palminteri – 23 Marzo, 10:48

Fabio Capello

Il commento di Fabio Capello sull’ultima gara della Juventus e su tutta la situazione all’interno del club bianconero.

In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore della Vecchia Signora Fabio Capello, ha commentato il momento che sta attraversando la Juventus e le scelte dirigenziali. Di seguito le sue dichiarazioni:

La squadra ha sottovalutato l’avversario: La mia impressione è che dopo l’1-0 la squadra abbia pensato che fosse fin troppo facile contro un Sassuolo decimato e relativamente tranquillo. Al solito, però, quando spegni l’interruttore poi è difficile riaccendere la luce e le cose si sono complicate con l’1-1”.

La prestazione di Kenan Yildiz: Cosa non mi ha convinto? Innanzitutto Yildiz. Va bene il gol segnato, ma non ha avuto continuità nelle giocate, soprattutto nel secondo tempo, e contrariamente al solito non si è preso la responsabilità di togliere le castagne dal fuoco. Così la Juve ha attaccato più a destra, dove Conceiçao ha fatto sì una buona gara, che però non è bastata per vincere”.


Il mancato utilizzo di Openda e David: Openda e David non utilizzati? Non è un messaggio a nessuno. Come tutti i tecnici, Spalletti vuole solamente vincere. Quindi mi pare chiaro che, optando per altre scelte, pensi sia più facile fare i tre punti senza Openda e David. Tutto qui”.

Le scelte dirigenziali: ”È innegabile che Luciano abbia dato qualcosa alla Juve, al netto di qualche risultato sfortunato e per questo credo che in società si siano convinti a puntare ancora su di lui senza aspettare la fine della stagione. Per me, una scelta giusta, anche se non c’è ancora la firma. Non finire nelle prime quattro limiterebbe, però, le possibilità sul mercato e avrebbe ricadute su tutto l’ambiente. All’interno del club non hanno, o forse non avevano, le idee chiare. D’altronde, Spalletti in estate era libero, così come Palladino e altri. Eppure è stato confermato Tudor, per poi allontanarlo dopo pochi mesi. Ora c’è Spalletti, che è uno da Juve”.