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Juve-Benfica, Spalletti a Prime: “La squadra la vedo molto migliorata. Su David…”

Stefania Palminteri – 21 Gennaio, 23:50

Luciano Spalletti

Così mister Spalletti ai microfoni di Prime Video al termine della gara di Champions League vinta dalla Juventus contro il Benfica

La Juventus si aggiudica il match di Champions League contro il Benfica di Mourinho vincendolo per 2-0. Luciano Spalletti è intervenuto ai microfoni di Prime Video al termine della gara disputata e vinta contro i portoghesi. Queste le parole del tecnico bianconero:

“Partita? Io a volte ho il timore di non farcela anche quando ce l’ho fatta. Ti dicono “guarda, ce l’hai fatta”: sono fatto un po’ così. Però, poi è chiaro che si vive un po’ l’emozione della partita, perché la partita è importante. Poi ci viene addosso roba se non portiamo a casa risultati come questi. Per cui ci si arriva un po’ carichi, con un po’ di tensione, via dicendo.
Però è una cosa normalissima. Hanno fatto una buona gara, ci avevano abituato bene. Ci si aspettava che rifacessero l’80% di fase di possesso. Non ci siamo riusciti, perché siamo partiti molto bene. Poi dopo un quarto d’ora nelle pressioni ci hanno scavato dei vuoti sulla trequarti e ci hanno costretto a fare delle ricomposizioni affannose. E da lì la partita è stata naturalmente in equilibrio con un po’ più di possesso o perlomeno con un baricentro un po’ più basso della nostra squadra.

Però è sembrata, al di là di due palloni persi dove abbiamo fatto venire la tosse anche al pallone, perché sono delle palle facili da giocare. Gliel’abbiamo ridata per quattro o cinque volte, lo stadio un po’ rumoreggia, poi non è che si abbia quell’esperienza e quella forza mentale. Siamo una squadra che sta mettendo dentro delle cose per cui questo perdere alcuni palloni così banali ci hanno costretto a subire un po’ di pressione. Secondo tempo quando siamo entrati dentro anche lì in difficoltà. Poi dopo una decina di minuti il secondo tempo abbiamo ripreso a fare le cose. Primo tempo loro hanno avuto sì un’occasione da gol, anche noi ne abbiamo avuto uno o due perché quella di Miretti è un’occasione da gol, il colpo di testa di David che è solo è un’occasione da gol. Una volta sulle spinte del portiere McKennie non c’è andato perché se avesse avuto l’atteggiamento suo lui faceva gol. Come parte un tiro si va dal portiere, non si guarda se la para o se non la para. Ci si rende conto dopo che l’ha parata se è andata dentro o no e si fa gol. Per cui partita in equilibrio. Però qualche cosa bisogna andare a migliorare. La partita è stata in equilibrio, noi due gol si sono fatti. Poi se la riaprivano sul calcio di rigore sarebbero stati dieci minuti difficili. Anche lì un calcio di
rigore che secondo me un po’ si può evitare. Però ho finito. Si può evitare perché non è una situazione dove bisogna intervenire per forza perché o la va o la spacca. È una situazione dove si può ancora leggere quello che può venire fuori.
Qual è lo step successivo più importante che dovranno fare i ragazzi? Lo “scontro fisico” con Openda? Io mi aspetto che poi ci sia quella velocità nel qualche volta prevedere quando ti vengono addosso gli avversari e quando recuperi palla. C’è sempre la riaggressione. Ormai fa parte del calcio questa riaggressione. Per cui se tu recuperi palla e non hai fatto la foto
precedentemente e non fai quei due o tre passaggi che la mettono in sicurezza e che la puliscono bene per poterla giocare ce l’hai addosso. E quando per tre volte si controlla palla e si tenta di rendersi conto, cioè il calcio va più veloce, bisogna andare a prendere delle notizie avendo questo radar sempre acceso, essere sempre online perché bisogna sapere quello che hai intorno. Se hai perso quattro o cinque palloni in quel momento lì che sono diventati poi una frenesia, una pressione per noi, se invece tu fai due uscite da lì e tu vai fino in fondo. Abbiamo riperso palla su due uscite che si andava fino in porta e c’erano spazi larghi che loro hanno tentato di azzannarci e hanno forzato poi la riaggressione perché hanno rischiato campo dietro e l’abbiamo persa, se no si riportavano laggiù noi. Sono tutte cose che dobbiamo andare a prendere per avere un livello di calcio che vogliamo giocare e lo dobbiamo fare velocemente, anche se la squadra io la vedo molto migliorata perché sono tutti coinvolti, sono tutti felici di provare a fare delle cose. Poi prima di fare le nostre dobbiamo qualche volta pagare dazio.

Se sono soddisfatto con il lavoro che sta facendo David? Sì, sono soddisfatto perché David sa giocare a calcio, poi non ha quella cattiveria e quella ferocia di dire questa la prendi te o questa non mi interessa, questa la prendo io perché questa è quella fondamentale. Per lui sono tutte uguali. Ha questa faccia e questo aspetto da bravo ragazzo, da ragazzo perfetto per giocare a calcio, per essere un po’ più determinato bisogna faccia un po’ più di esperienze perché poi queste esperienze qui gli contano perché subisce quello che si vive in queste esperienze qui, allora si rende conto e in dei momenti ci mette qualcosa di più. Due contrasti forti quando poi la squadra è sotto pressione che ti si randella palla addosso li dobbiamo far vedere, perché c’è bisogno che tu rega quella palla lì e invece sotto questo aspetto qui bisogna migliori anche lui. A parte i gol, poi io dico sempre la partita è una scatola che va riempita di cose. Ormai anche se fai gol e basta poi gli altri giocano e ti costringono a fare una fase difensiva affannosa, poi quando la recuperi avere il fiato se corri dietro agli altri
avere il fiato per andare a ricreare situazioni offensive Yildiz che è un giocatore perfetto, per noi è l’alieno della squadra perché ti ribalta le cose, ma loro ci hanno scavato due o tre volte sul terzino destro che veniva qua giù e lo costringono a fare fase difensiva, e la sua fase difensiva non è come quella di McKennie. Per cui poi ti mettono qui e ti fanno fare fatica e ti abbassano; questo fatto di saper fare delle cose poi va completato con metterci altre cose che non sono la tua qualità ma che in quel caso lì devi diventare esecutivo e la devi fare per il bene della squadra. Uguale per David, che qualche volta deve tenere questa palla addosso; uguale Openda, che è bravo ad andare in profondità quando ce l’ha a partire dagli spazi ma poi deve tenere qualche palla addosso e deve lavorare per la squadra in alcuni momenti”.