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RIVIVI IL LIVE| Juve-Benfica, Spalletti e Thuram in conferenza stampa

Riccardo Focolari – 20 Gennaio, 16:10

spalletti

Giornata di vigilia in casa Juve in vista della prossima gara di Champions League contro il Benfica. Le parole del tecnico

In vista della gara di domani contro il Benfica, come di consueto, Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa. Insieme al tecnico della Juve, ha parlato anche il centrocampista Khephren Thuram. Di seguito le parole dei due tesserati bianconeri.

Ha parlato diverse volte di anticipare la giocata, questa è una cosa che si può allenare?

“Bisogna lavorare in un contesto che abbia quelle caratteristiche in modo che questa reazione possa essere stimolata.”

Come mai non riuscite sempre a sfruttare i tanti cross che fare? 

“Ho visto passare dei palloni a 5 centimetri dalla testa, a 30 centimetri dal piede. Ci sono molti di questi particolari che ci hanno girato le spalle contro il Cagliari. Poi è chiaro che bisogna fare delle ricerche approfondite e coerenti.”

Chiellini ha detto che vede Spalletti sulla panchina della Juve per tanti anni. Lei sarebbe pronto a firmare in bianco per rimanere?

“Non sono pronto a niente, nemmeno la Juventus lo è. Lo scopriremo nell’ultima settimana della nostra convivenza. Per ora non ho fatto niente. Nel calcio si cambia idea facilmente e velocemente. La Juve ha avuto allenatori fortissimi e ne troverà ancora tanti altri. È tutto molto semplice e diretto. Le valutazioni si tirano alla fine.”

Come gioca il Benfica?

“Parliamo di una squadra che ha le carte in regola per poter giocare contro chiunque. Devo usare tutte le mie analisi su quello che noi dobbiamo fare considerando le qualità del Benfica. Giocano palla a terra e con ritmi molto alti. Il calcio portoghese è sempre piaciuto a tutti.”

Che tipo di vino offriresti a Mourinho?

“Uno dei miei sicuramente. Sarà un piacere averlo vicino. C’è sempre da imparare da personaggi di questo livello, ma bisogna vincere la sfida sul campo.”

Lei ha iniziato la Champions con la Juventus con una portoghese, ora c’è il Benfica in una partita decisiva. Che cosa si aspetta di vedere a chiusura di questo primo cerchio?

“Mi aspetto di vedere quello che vedo tutti i giorni. Loro in allenamento si divertono. Le squadre portoghesi si assomigliano un po’ tutti. Se le scelte non saranno nette, si rischia di rimanere intrappolati. Sarà una partita simile a quella con lo Sporting.”

Quanto sarebbe significativo per lei vedere lo stesso atteggiamento visto nelle ultime partite?

“Sono convinto che il nostro obiettivo è semplice. Noi ricerchiamo coerenza. Ogni calciatore ha delle caratteristiche e diventa fondamentale vedere come funzionano insieme. Per me stanno andando a esplorare cose nuove che ci porteranno su un livello in cui si raggiungerà un’identità che ci permetterà di farla apprezzare. L’altro giorno si parlava di giochismo e risultatismo: ma il giochismo è un modo per raggiungere il risultato e che secondo me dà più possibilità per ottenerlo.”

Si aspetta un acquisto prima del match contro il Napoli? Ha avuto dei contatti con Comolli?

 “Ho avuto dei contatti… è vicino al mio ufficio. Oggi Comolli ha partecipato anche all’allenamento. Queste sono domande che dovete fare a loro. Io non mi aspetto niente. Se mi chiedono il mio pensiero io glielo dico ed è sempre lo stesso. Si va avanti con tranquilla coerenza e fiducioso di poter andare a lottare per i nostri obiettivi con i calciatori che ho trovato qui dentro. Sono molto contento dei giocatori che ho a disposizione. Noto una crescita importante in quello che stiamo facendo.”

Che Benfica ti aspetti?

“Da Mourinho sotto l’aspetto della preparazione della partita ti aspetti sempre qualcosa di differente. Come diceva prima Thuram, è uno scontro diretto. Mi aspetto un Benfica aggressivo, che verrà a fare la partita e che magari userà anche la furbata del suo allenatore. Saremo costretti a mettere un’identità nel corso del match e sono convinto che verrà fuori una bella partita.”

Ti sei sentito con Mourinho?

“Con Mourinho c’è stato un primo periodo in cui ci siamo detti qualcosa, più lui di me… (ride, ndr). Ci siamo stimati, apprezzati. Sarà un piacere rivederlo. Nelle partite dove c’è Mourinho si alza il volume del calcio. Per me essere sull’altra panchina è motivo di orgoglio.”

Avete già affrontato una squadra portoghese, ci sono degli aspetti sui quali fare attenzione allo stesso modo contro il Benfica?

 “Quando si gioca contro club contro il Benfica si affronta un pezzo di storia del calcio. Si affronta un’identità. Le squadre portoghesi hanno questa caratteristiche di risucchiarti nel loro ritmo e se non sei preparato rischi di finirci dentro e quando te ne accorgi è già tardi. Mi aspetto che i calciatori siano pronti, abbiamo tutto per affrontarli.”

Le parole del centrocampista.

Mancano due partite alla fine di questa fase. Il Benfica ha tre punti in meno, sarà uno scontro diretto?

“Per noi è una partita importante, ma come ho detto sempre alla Juve giochi per vincere. Guardiamo partita dopo partita.”

Come è cambiato il tuo modo di giocare con Spalletti?

“Il mio modo di giocare è un po’ cambiato. Il mister mi fa capire che sono un giocatore che può fare gol. Provo a cercare gli spazi per entrare dentro l’area e fare gol.”

Contro il Cagliari sei stato in panchina: quanto si soffre nel vedere la tua squadra che crea e non riesce a segnare?

“Quando sei giocatore vuoi sempre giocare, ma abbiamo una rosa con calciatori molto forti. Accetto di stare in partita e cerco di aiutare i miei compagni quando entro.”

Vi sentite più forti rispetto a qualche settimana fa?

 “Ci sentiamo più forti, sicuro. Ma penso che si vede quando giochiamo le partite.”

A Cagliari sei stato in parte in panchina: che impressione hai avuto da ‘fuori’? Che cosa vi siete detti a fine partita?

“Ho visto che siamo una squadra forte e che gioca bene a calcio. Contro il Cagliari non siamo riusciti a portarla a casa. Dopo la partita non ci siamo detti niente, ci siamo concentrati sul prossimo match.”

Quanto è fondamentale il tuo apporto alla Juve anche in chiave nazionale?

“Provo a non pensare troppo al Mondiale. Penso a crescere con la squadra e a vincere più partite possibili. Con la nazionale vedremo a fine stagione.”

Come stai vedendo la crescita di Miretti e di Adzic?

“Sono due giocatori di talento. Si vede quando giocano. Miretti è uno che lavora tanto e ogni giorno per migliorarsi. Anche Adzic ha talento e si allena molto bene. Non do consigli, conoscono la strada giusta per arrivare a quello che vogliono.”

Spalletti ti sta chiedendo più volte di tentare il tiro da fuori? È impegnativo il suo calcio?

 “Non è una cosa che mi chiede. Mi chiede di essere un giocatore intelligente, che sa anticipare le cose. Penso che questo è quello che devo migliorare. Mi piace il calcio del mister.”