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Juve, Altafini: “Io core ‘ngrato? Il mestiere del calciatore funziona così”

Altafini
Intervistato da La Gazzetta dello Sport il doppio ex Joè Altafini ha parlato del suo passaggio dal Napoli alla Juve

Intervistato da La Gazzetta dello Sport il doppio ex Joè Altafini ha parlato di Juve-Napoli: "Quello del calciatore è un mestiere a tutti gli effetti e funziona così, c’è poco da fare. Da questo punto di vista penso di essere stato sempre molto professionale, sia al Napoli che poi alla Juventus e, a dirla tutta, pure nel resto della mia carriera".

Sul trasferimento dal Napoli alla Juve ha aggiunto: "È stato il frutto di un ragionamento normale, a mio avviso. Erano sette anni che non giocavo la Coppa dei Campioni, che avevo vinto in precedenza con il Milan, e questo è stato il criterio che ho seguito nella scelta di cambiare squadra: desideravo provare ad alzare il trofeo un’altra volta. Delle cinque società che mi cercarono nel 1972, i bianconeri erano l’unica che poteva darmi questa possibilità e quindi la decisione è stata fin troppo facile".

I tifosi del Napoli l'hanno soprannominato 'core ‘ngrato': "Il discorso è che ero sostanzialmente libero, dopo la fine del contratto. Il Napoli non mi ha venduto, né ha provato a trattenermi. Che i tifosi mi fischiassero, era logico e anche comprensibile, forse persino giustissimo. Io poi non sono mai stato il tipo di giocatore che se segna a una ex squadra non esulta: l’ho sempre reputata una mancanza di rispetto nei confronti del proprio club e dei tifosi che si rappresentano in quel momento. Comunque, non mi ha mai provocato sensazioni particolari fare gol a una o all’altra. Questo è il dovere di un giocatore, nel bene e nel male, e così feci pure io sia in azzurro che in bianconero".

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