Spalletti ha un'unica missione: portare la Juve in Champions League. Il suo compito adesso è ritrovare la concentrazione giusta.

I calendario di Juventus: la lotta Champions League

Il messaggio dopo il Verona: tensione alta e analisi senza sconti

Il pareggio contro l’Hellas Verona ha lasciato strascichi profondi in casa Juventus. Già all’Allianz Stadium il linguaggio del corpo di Luciano Spalletti raccontava molto più delle parole. Ha provato a cambiare l’inerzia della gara inserendo tutta la qualità offensiva a disposizione, scelta non abituale per un tecnico che ha sempre fatto del controllo razionale della partita il suo marchio di fabbrica. Al fischio finale, però, la sensazione era quella di un allenatore smarrito, quasi incredulo per quanto visto in campo. La frase pronunciata a caldo è diventata il filo conduttore della settimana: un richiamo durissimo all’autocritica, alla necessità di guardarsi dentro senza alibi. Alla Continassa, il giorno dopo, Spalletti è stato diretto, tagliente, senza sfumature. Ha preteso attenzione, concentrazione, cattiveria agonistica. Perché a questo punto della stagione non c’è più spazio per cali di tensione, né per letture superficiali delle partite.

“Così in Champions non ci andiamo”: la frase ripetuta alla squadra

C’è un concetto che Spalletti ha ripetuto più volte al gruppo: se nelle prossime partite qualcuno pensa di cavarsela con il “compitino”, la qualificazione in Champions League diventerà un miraggio. Un messaggio forte, che fotografa bene la fragilità mentale mostrata dalla squadra in più momenti della stagione. Il gol subito dal Verona, nato da una sequenza di errori individuali e posizionamenti sbagliati, è diventato l’esempio perfetto di una Juventus che fatica a leggere i momenti della gara. Una squadra che si affida con eccessiva fiducia alla qualità del proprio gioco, ma che perde lucidità proprio quando servirebbe maggiore attenzione ai dettagli. Secondo Spalletti, il problema non è tecnico ma di percezione del pericolo: la Juve non “sente” quando la partita sta cambiando. Un problema ricorrente per tutta la stagione, anche con Tudor in panchina. Non riuscire a restare concentrati in partita ha tolto tanti punti alla squadra bianconera.

Roma e Como alle spalle: vietato abbassare la guardia

Nel suo intervento alla squadra, Spalletti ha allargato il discorso anche alla classifica. La rincorsa della Roma e la presenza costante del Como impongono un cambio di atteggiamento immediato. Solo due settimane fa si parlava di secondo posto, oggi il quarto va difeso con le unghie. Le prossime gare contro Lecce, Fiorentina e Torino non permettono leggerezze. Servirà una Juventus diversa, più feroce, più presente mentalmente. Perché il rischio, dopo il magone post-Verona, è quello di spegnersi proprio sul più bello. E Spalletti questo non vuole permetterlo.

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