L'ex centrocampista della Juve ha parlato
Anche se non siamo riusciti a vincerla, arrivare in finale giocando partite memorabili, vincere il campionato di Serie A, la Coppa Italia e la Supercoppa è stato pazzesco ,davvero. Eravamo una grande squadra con un grande allenatore e questo ci ha aiutato. Luis Enrique? Lui è stato quello che mi ha voluto a tutti i costi in Italia. Vedevo in lui qualcosa di speciale. Anche se sfortunatamente abbiamo lavorato insieme solo una stagione, è stato un grande anno per me. Anche Sarri e Spalletti sono due grandissimi allenatori. Per essere un grande calciatore devi essere anche una grande persona. Ringrazierò sempre i miei genitori per il tipo di educazione che mi hanno dato, sempre.
Parlo molte lingue perché credo sia una forma di rispetto verso un paese. Quando sono stato in Francia, in Italia, e in Spagna ho imparato le loro lingue perché io sono in quei paesi e devo conoscere le rispettive lingue per rispetto ovviamente. È una questione di rispetto, posso essere un grande calciatore, posso essere riconosciuto per strada dai tifosi ma sono una persona come tutti. Non sono diverso dagli altri. Nella vita la cosa più importante è avere rispetto per le persone che ti rispettano".
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