Vincenzo Montella, attuale commissario tecnico della Turchia, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport durante la quale ha parlato del momento che stanno vivendo i calciatori della Juventus e della gara che i bianconeri dovranno affrontare stasera contro il Galatasaray. Di seguito l’intervista completa:
Il Galatasaray è soltanto Osimhen e Icardi, 30 gol in due?
“Osimhen era di un altro pianeta anche in Italia, non solo in Turchia. Icardi è un finalizzatore eccezionale e sta tornando a segnare come prima dell’infortunio. Ma il Galatasaray è molto di più, penso a Torreira e ai 6-7 giocatori della mia nazionale. Il talento non manca. Un nome? Se proprio devo farne uno, dico Yunus Akgun, attaccante del 2000 che ho allenato anche ai tempi dell’Adana. Guai a snobbare il Galatasaray”.
I bianconeri arrivano a Istanbul dopo tre partite senza vittoria, il caos di San Siro e il -15 dall’Inter: sensazione da fuori?
“Spalletti ha dato un’identità precisa alla Juve e tanti giocatori sono migliorati da quando c’è lui. I 15 punti dall’Inter sono tanti, ma è da sei anni che la Juve non vince. Il calcio è ciclico, tornerà anche il momento dei bianconeri: ma serviranno dei rinforzi per alzare il livello. Luciano è un top e ha dimostrato di meritarsi la Juve anche per il futuro”.
Lei è stato prima compagno e poi giocatore di Spalletti: ha dato qualche consiglio a Yildiz?
“A Kenan ho detto che Luciano è il migliore di tutti. Spalletti da giocatore era lento… In panchina è geniale. Un aneddoto? Ai tempi della Roma ogni tanto Spalletti si avvicinava a Totti e a me, pensando che stessimo parlando di lui. In realtà si chiacchierava dei programmi per la serata… Luciano è curioso e talentuoso: forse l’intuizione migliore è stata Totti falso 9”.
Le sembra migliorato Yildiz con Spalletti?
“È più continuo all’interno della partita: merito di Kenan e anche di Luciano, che gli concede grande libertà negli ultimi 30 metri. Yildiz sta dimostrando di meritare il 10 della Juve. Lui e Del Piero hanno caratteristiche diverse, ma sono simili nel tiro. Yildiz con la pratica può diventare uno specialista delle punizioni come Ale. Sono contento e non stupito del rinnovo di Kenan, l’ho trovato sereno e soddisfatto quando lo sono andato a trovare alla Continassa la scorsa settimana. È un ragazzo per bene, molto legato alla Juve”.
Lei ha convocato Yildiz in nazionale direttamente dalla NextGen (Serie C): se ci ripensa?
“Non credo di essere stato pazzo, è stata una felice intuizione. Era chiaro che avesse qualità da predestinato, quando l’ho convocato ho avuto anche la prova della sua testa e della notevole personalità. Alla prima amichevole ha segnato contro la Germania, non una partita banale per lui”.
Bremer ha detto: «Yildiz è il nostro Lamine Yamal». Concorda?
“Sì, è di quella categoria: dei Lamine Yamal, Bellingham e Arda Guler”.
La scorsa settimana è stato anche a Milano da Calhanoglu.
“Ho trovato Calha motivato, ormai legge il gioco con una facilità incredibile. Sono fortunato ad averlo io e lo è Chivu nell’Inter: i nerazzurri sono favoriti per lo scudetto”.
L’idea di sfidare l’Italia in Nations League le fa già effetto?
“Sì, ma adesso ho in testa solo il playoff Mondiale. Vogliamo andarci noi e sono convinto che si qualificheranno anche gli azzurri”.
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