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La Juventus si prepara a vivere un’estate di trasformazione profonda, probabilmente la più delicata degli ultimi anni. Con il rinnovo di Luciano Spalletti ormai vicino, la dirigenza bianconera sta già pianificando una vera e propria rifondazione tecnica della rosa. Molti dei giocatori arrivati nelle ultime due sessioni di mercato non hanno rispettato le aspettative, mentre altri potrebbero essere sacrificati per generare risorse fondamentali in vista dei nuovi innesti. Il nodo principale resta legato alla qualificazione alla Champions League: senza gli introiti europei, la Juventus sarà costretta a fare cassa in modo ancora più deciso per sostenere il progetto tecnico del proprio allenatore.
Non si tratta di semplici ritocchi, ma di un cambio strutturale che coinvolgerà più reparti. L’obiettivo è liberare spazio salariale, ridurre il numero di elementi non pienamente funzionali al sistema di gioco di Spalletti e allo stesso tempo creare un tesoretto importante da reinvestire sul mercato. Le valutazioni sono già in corso e, secondo le prime indicazioni, sarebbero almeno cinque i giocatori destinati a lasciare Torino al termine della stagione.
Tra i nomi in uscita figura Teun Koopmeiners, inizialmente considerato un perno del nuovo corso ma poi frenato da un rendimento troppo altalenante. Una proposta tra i 30 e i 35 milioni consentirebbe alla Juventus di evitare minusvalenze e liberare risorse preziose. Sul centrocampista olandese si sono mossi diversi club, tra cui la Roma e alcune società turche pronte a presentare offerte concrete.
Situazione simile per Federico Gatti e Fabio Miretti. Il difensore ex Frosinone ha estimatori in Premier League e potrebbe garantire un incasso tra i 20 e i 25 milioni. Miretti, cresciuto nel vivaio bianconero, piace sia in Italia sia in Inghilterra e rappresenta una plusvalenza potenzialmente importante. Entrambi sono profili graditi a Spalletti, ma potrebbero essere sacrificati per esigenze economiche e strategiche.
In cima alla lista dei partenti ci sono però due nomi arrivati con aspettative altissime: Loïs Openda e Jonathan David. Il primo, riscattato dal Lipsia per circa 44 milioni, non ha inciso come previsto. La Juventus sta cercando di recuperare gran parte dell’investimento e su di lui si sono mossi il Fenerbahçe e il Lens, suo ex club.
David, arrivato a parametro zero, non è riuscito a garantire continuità realizzativa e oggi viene considerato ai margini del progetto tecnico. La dirigenza, guidata da Comolli e Chiellini, vuole ora puntare su profili più funzionali alle idee tattiche di Spalletti.
L’obiettivo complessivo è ambizioso: superare i 100 milioni di euro di incassi da queste cinque operazioni, cifra che consentirebbe alla Juventus di finanziare il nuovo ciclo e rilanciare con decisione le proprie ambizioni.
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