Manuel Locatelli, capitano della Juventus
Damien Comolli è pronto a tornare pienamente operativo a Torino. Da venerdì sarà di nuovo alla Continassa, quartier generale della Juventus, dove si concentreranno tutti i dossier più delicati del momento. È l’uomo più atteso in casa bianconera: su di lui convergono deleghe gestionali e sportive, e senza il suo via libera difficilmente si muove qualcosa. Finalmente è finito il suo peridio di inibizione, ed ora i rinnovi potranno prendere uno slancio diverso.
Durante l’inibizione legata ai fatti dell’intervallo di Inter-Juventus per cui era stato sospeso fino al 31 marzo, Comolli ha lavorato a distanza, mantenendo contatti costanti ma senza poter agire ufficialmente. Da oggi, però, ha le mani libere anche dal punto di vista formale. Il suo tempo sarà assorbito esclusivamente da questioni di campo e di programmazione, in giorni in cui la Juve deve costruire il proprio futuro prima ancora di conoscere l’esito della corsa Champions.
Il primo dossier sulla scrivania riguarda il prolungamento di Luciano Spalletti. È una questione di formalità: i dialoghi degli ultimi due mesi hanno portato a un’intesa sostanziale su durata, strategie di mercato e ingaggio. Entro il fine settimana dovrebbe arrivare la firma su un biennale da circa 6 milioni di euro a stagione. Dopo i rinnovi di Yildiz e McKennie, la continuità tecnica rappresenta un pilastro del progetto juventino 2026.
Spalletti è stato scelto per riportare la Juventus ai più alti livelli di competitività, con o senza qualificazione alla prossima Champions League. L’allenatore ha condiviso con la dirigenza linee guida chiare sul mercato estivo, indicando i profili ritenuti funzionali e ribadendo la necessità di mantenere un’ossatura solida. La sua permanenza garantisce coerenza e stabilità a un progetto che vuole evitare rivoluzioni traumatiche.
Subito dopo Spalletti, il dossier più semplice riguarda Manuel Locatelli. Il centrocampista è vicino al prolungamento fino al 2030, un riconoscimento per il rendimento e la leadership mostrata negli ultimi mesi, indipendentemente dalla fascia di capitano. Le parti sono allineate su ogni dettaglio e la fumata bianca è attesa a breve. Al rientro a Torino di entrambi, si potrà arrivare ad un accordo totale.
Più articolata, ma comunque ben avviata, la trattativa con Dušan Vlahović. L’attaccante spinge per restare e sarebbe disposto a rivedere al ribasso ingaggio e commissioni pur di trovare un accordo rapido, di uno o due anni al massimo. L’entourage, guidato dall’agente Darko Ristic e con il supporto del padre Milos, cerca di massimizzare le condizioni, ma la volontà del giocatore sta facendo la differenza. La pazienza, però, non è infinita. Entrambe le parti dovranno fare dei sacrifici se non vogliono separarsi.
Tocca ora a Comolli serrare le fila e chiudere i tre fronti principali: prima Spalletti, poi Locatelli e infine Vlahovic. Un ordine non casuale, che rispecchia la priorità strategica del club. La Juventus vuole ripartire da certezze tecniche e umane, consolidando le basi prima di tuffarsi nel mercato. E il ritorno operativo del dirigente francese segna l’inizio della fase più calda della programmazione bianconera.
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