Luciano Spalletti ha presentato nella consueta conferenza stampa nel giorno di vigilia della gara, il match di domani contro il Como. Leggiamo le dichiarazioni del tecnico toscano:
Come ha reagito la squadra?
“A volte ci sono delle cose che riesci a percepire e poi ti perforano lo stesso anche se sono ingiuste. Devi prenderne atto e devi decidere cosa farne di quella cosa che ti è accaduta. La reazione è sicuramente un valore, ma è un po’ la consapevolezza della forza della squadra a dire se rimani fermo oppure tenti ancora di crescere per quello che è il momento che stai attraversando, per cui si fanno delle analisi in maniera obiettiva e come abbiamo tentato di dire più volte, questo dolore lo dobbiamo usare come un elastico che ti carica e ti spinge verso la prossima partita”.
Locatelli e McKennie potrebbero riposare?
“La decisione di chiedere la grazia per Kalulu è una mossa della società di fronte ad una palese ingiustizia e credo che abbia fatto bene. Bremer non sarà della partita, David è convocato ma non ha probabilmente addosso la sicurezza per poter giocare tutta la partita, valuteremo. Locatelli sembra non sentire la stanchezza, almeno per come lo vedo io, mentre per McKennie, la vedo dura di farne a meno perchè soprattutto su determinati ruoli siamo in difficoltà. La società è stata brava a portare Holm ma si è fatto male, poi la squalifica di Kalulu e l’infortunio di Bremer ci fanno essere un po’ corti”.
Openda può avere una chance da titolare?
“Titolare o riserva cambia poco. Probabilmente come lascia un po’ alludere lei, abbiamo valutato male un po’ di cose. David ha un po’ più di possibilità di dialogare con la squadra, la nostra crescita sta nell’essere stati bravi a fare questa squadra che ha il gioco come qualità collettiva e assomiglia, di questo sono molto sicuro, alle caratteristiche della somma dei calciatori che abbiamo a disposizione”.
Quando ha detto che dovete cambiare registro, si riferiva a qualcosa di tattico o a qualche giocatore?
“Ci sono cose che si possono dire e altre che invece si dicono solo ai calciatori. Questa è una di quelle che in conferenza stampa non si possono dire. I famosi tre passi indietro sono stati trattati nella riunione con i calciatori, ma possono essere visti come una rincorsa per avere poi un impatto forte nelle prossime partite”.
In porta si continua con Di Gregorio?
“Le responsabilità sui gol le abbiamo tutte uguali, per cui si continua con Di Gregorio”.
Cosa dovete fare di diverso da Istanbul?
“Sicuramente non farsi cacciare dopo essere entrati in campo dopo dieci minuti. Noi vorremmo essere giudicati in partite in cui si gioca in undici contro undici, poi ci sono partite che abbiamo perso comunque come a Bergamo. Ci sono dei momenti in cui bisogna ragionare meglio, perchè non ci dobbiamo far tirare dentro a quello che è come abbiamo detto più volte il caos dei ribaltamenti delle partite. Serve avere sempre una testa abbastanza lucida, in queste ultime partite ci siamo lasciati un po’ coinvolgere emotivamente e non siamo stati bravi a saper nascondere qualche incertezza”.
Avete la percezione che i prossimi otto giorni possano indirizzare la stagione in maniera definitiva?
“Certo, ce ne rendiamo conto e io sono convinto che la squadra avrà una reazione evidente”.
C’è qualcosa che non bisogna fare con il Como? Quanto cambiano loro senza Nico Paz?
“Il Como è una squadra forte, una squadra che sa usare quelli che sono gli insegnamenti del suo allenatore, che secondo me è un allenatore molto forte, con grandissime qualità da trasferire alla squadra. Era un giocatore completo e vuole trasferire questo alla sua squadra, per lui il controllo della partita è la semplicità su cui poi costruire tutto. Nico Paz è un calciatore di livello supertop, ma a Como la qualità è quella di tutta la squadra”.
Sul rinnovo?
“A lei sta a cuore questa situazione. È una cosa che si può fare da parte perché io cerco un campo da calcio con un pallone dove poter allenare dei ragazzi intelligenti. Qua c’è tutto. Se ci fosse questa possibilità possiamo metterla a posto subito”.