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Juve, Mauro a La Gazzetta: “Spalletti ha fatto benissimo, però bisogna…”

Stefania Palminteri – 4 Febbraio, 11:40

Massimo Mauro

Le parole di Massimo Mauro rilasciate in un'intervista a La Gazzetta dello Sport: il suo parere sul momento della Juventus di Spalletti

Massimo Mauro, ex calciatore della Juventus, è stato intervistato a La Gazzetta dello Sport per parlare del momento dei bianconeri di Luciano Spalletti. Questa l’intervista completa:

Lei diceva “piuttosto di un attaccante non all’altezza, meglio nessuno”: la Juventus non ha preso nessuno.

«Ha fatto bene. Questo David è accettabile e Openda è un degno sostituto, più altri che stanno facendo un po’ meglio di prima: così la Juve può programmare bene il prossimo anno. La Juve ha bisogno di andare in Champions e nel frattempo di pensare, progettare, realizzare i colpi della prossima stagione».

 

Quanto merito va riconosciuto a Luciano Spalletti nel miglioramento dei suoi calciatori?

«I giocatori vanno in campo e fanno la prestazione, però non c’è dubbio che la mano dell’allenatore sia stata fondamentale. Alla Juve tuttavia non puoi cullarti su quattro partite vinte, ma devi “arrivare”. Spalletti ha fatto benissimo, però bisogna perseverare perché sennò non hai fatto niente. Adesso vedere giocare la Juve è senza dubbio un piacere, per il risultato e per come ci arriva. Meritava di vincere anche quando ha pareggiato o perso: è una bella soddisfazione per tutti».

 

Quanto è pesante il sorpasso sulla Roma?

«Ovviamente la classifica è importante, però la Juve deve ragionare come ragionavamo 30 anni fa: quello che facevi alla Juventus la domenica veniva subito dimenticato perché la partita più importante era quella successiva. Sono banalità, però è ciò che conta. Se ti fermi a pensare alle cose belle che hai fatto, non vai da nessuna parte: credo che la Juve e Spalletti lo stiano dimostrando e mi sembra intelligente — molto da Juventus — anche lo stile silenzioso e operoso di Comolli e Chiellini, che hanno lasciato la gestione totale a Spalletti e ai suoi ragazzi. Ora che c’è anche il direttore sportivo, manca forse solo un po’ di italianità. Per il resto la Juve ha i pezzi giusti al posto giusto e deve solo giocare e vincere».

 

Al di là del pass per la Champions League, quanto è importante in ottica futura continuare a crescere nelle prestazioni fino a fine stagione?

«Alla Juventus devi lottare per vincere, come in tutte le grandi squadre e società. Quindi, se all’inizio senti dichiarare che l’obiettivo è la Champions, non va bene. Adesso è giusto dirlo, perché i bianconeri vengono da annate difficili e quindi devono ricostruire un po’. Però l’obiettivo deve essere quello di lottare fino all’ultima giornata per vincere il campionato e la Champions, anche se la vittoria dipende da moltissime cose e alla fine vince solo una squadra. Il quarto posto quest’anno ci può stare, perché il club viene da disastri passati che hanno compromesso un po’ tutto. Come al Milan: è fuori dalla Champions ed è giusto che Allegri parli del quarto posto, ma l’anno prossimo il Milan o lotta per lo scudetto oppure non è più il Milan».

 

Come si avvicinano i bianconeri a Inter-Juve di San Valentino?

«È una delle partite che psicologicamente potrebbero essere considerate favorevoli, perché l’Inter ha tutto da perdere e la Juve poco: i nerazzurri sono primi in classifica e hanno un organico più forte, quindi per loro sarà doveroso vincere. È un ruolo che la Juventus conosce benissimo, perché per tanto tempo è stata davanti a tutti. Ecco, la Juventus in quella partita sarà dalla parte dell’inseguitrice: non è positivo perché vuol dire che sei indietro, però puoi giocare a mille, perché se perdi lo fai contro la capolista».

 

Come vede la corsa al 4° posto?

«Vince chi gioca meglio e va in Champions chi merita: se i calciatori mantengono questa qualità di gioco, nessuno gli può togliere la qualificazione. Certo, non si può abbassare la guardia perché il Napoli può riprendersi e la Roma lotterà fino all’ultimo: ha un grande organico e nel mercato di gennaio si è rinforzata. Però se la Juve mantiene l’alto standard di gioco di queste ultime cinque-sei partite, arriverà nelle prime quattro. Non so chi starà fuori, perché non me la sento di mettere fuori la Roma: devono stare tutti attenti, anche il Milan può essere messo alla pari di queste squadre. Sono loro che si giocano i tre posti dietro l’Inter».

 

Chiudiamo con Kenan Yildiz: si è fermato per un problema fisico: c’è da preoccuparsi?

«Se c’è una cosa che ha dimostrato la partita contro il Parma è che abbiamo sbagliato tutti a dire che se Yildiz non gioca bene, la Juve ha dei problemi grossi: lui il primo tempo ha giocato male, all’intervallo è uscito e la Juve ha fatto comunque quattro gol giocando molto bene. Sì, il Parma non mi è sembrato irresistibile, forse perché la Juve è stata molto brava e concreta, però il gioco di Spalletti ha messo la squadra nelle condizioni di poter sopperire anche a Yildiz. Certo, meglio averlo e ci mancherebbe altro. Contro l’Inter ovviamente sarà diverso. In generale la Juve è andata un po’ in difficoltà quando ha faticato a sbloccare il risultato, ma quando lo sblocca allora diventa veramente incontenibile per la maniera che adesso ha di giocare».