Pierre Kalulu si è raccontato ai microfoni di Tuttosport. Nel corso dell’intervista il difensore francese, ha parlato del suo inizio di carriera, passando sul suo momento e su quello della Juventus, fino ad arrivare al match contro il Napoli. Leggiamo le sue parole:
Sentivi la pressione a inizio carriera? “Dicevo ai miei amici e l’ho confessato anche quando giocavo al Milan: io non l’ho mai sentita. Quando giochi a calcio devi essere il più forte, e queste parole suonavano come ‘propaganda’ nella mia testa. Così inizi a credere in te stesso. Noi francesi abbiamo quest’ego: a volte sembra un male, ma nel calcio può essere un bene mettere in campo la tua presunzione. Dire all’avversario: sarò più forte di te. Non importa quanto sia grande, che fisico possa avere l’altro, se giochiamo contro allora io sarò più forte. E se non sarà oggi, sarà domani”.
Cosa vi dice il mister? “Che dobbiamo essere protagonisti della partita, così come dei nostri destini, più azioni facciamo per influenzare il risultato, più è possibile vincere. Che il difensore attacchi o che l’attaccante si trovi a difendere, si può fare la differenza .Come ci ha cambiati? Dal punto di vista mentale. Ci ha messo davanti alle nostre responsabilità e ci ha permesso di interpretare ogni match in maniera più proattiva . Questo, in campo, si vede. E si vede anche nei miei compagni, come quelli che han fatto gol nell’ultimo periodo”.
La partita con il Napoli? “Me l’aspetto tosta. All’inizio, magari, un po’ chiusa. Le loro assenze per noi contano poco: hanno una squadra che si conosce bene, hanno automatismi specifici. E quando è assente qualcuno, ce n’è un altro pronto a prendere il suo posto. Conta fare bene, non conta chi affronteremo. Sarà una partita importante e decisiva, ma poi ne mancheranno altre 17…”