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Juve-Cremonese, Spalletti: “Siamo cresciuti in molte cose, però ce ne sono altre che…”

Nella giornata di ieri mister Spalletti è intervenuto in conferenza stampa per parlare della gara che si disputerà questa sera tra Juventus e Cremonese. Di seguito le parole del tecnico bianconero:

In cosa ha visto crescere maggiormente questo gruppo dalla partita contro la Cremonese?

“Secondo me siamo cresciuti in molte cose, però ce ne sono altre che dobbiamo andare ancora ad acchiappare, che dobbiamo renderci conto che ormai fanno parte del calcio attuale. Per esempio la riconquista veloce della palla persa, che oltre a darti sicurezza, ti permette di ricominciare l’azione dal posto in cui l’avresti finita oppure dentro le continue pressioni e aggressioni capitano naturalmente più duelli e seconde palle e avere il calciatore che mette in condizione la squadra di gestirle è come se avesse vinto un dribbling o come se stesse per fare un’azione dove viene fuori un tiro in porta. Sono ancora molte di queste cose qui che non riteniamo importanti come altre perchè abbiamo una visione ancora da approfondire”.

 

Ha le stesse sensazioni del suo primo anno a Napoli?

“Non è abbinabile a quella sensazione, ma ad un modo di lavorare e di essere che attraverso del sentimento, perchè io voglio bene a questo sport e mi piace moltissimo, e mi emoziona anche. Sono le sensazioni che ho avuto tutte le volte che ho fatto questo lavoro dentro un club, e che mi danno i calciatori a partecipare e ad essere a disposizione in tutti quegli stimoli che si tenta di creargli. Secondo me siamo sulla buona strada, però poi c’è da rifarlo tutte le volte come si dice sempre. C’è il problema di riportare la squadra nella metà campo avversaria, a fare la partita lì bisogna essere bravi, umili, senza indugi, senza timori: bisognerà vedere se poi siamo bravi a rifarlo ora anche contro la Cremonese di un allenatore molto capace, che rispetto in tutto perchè dà proprio l’impressione, quando vedo le squadre di Nicola, di conoscere il mestiere. Lui sa benissimo andare a sfruttare dei momenti della partita che per altri sono normali e invece lui ci trova la cosa eccezionale da far fare alla squadra, e per questo è un allenatore che ha fatto molto bene da quasi tutte le parti in cui ha allenato, per cui è un pericolo in più per la nostra squadra”.

 

Questo mese di gennaio è decisivo?

“Giocare il lunedì ci permette di vedere le altre partite e si vede poi che per nessuno è facile vincere. Questo è un concetto che ti frega. questo fatto di pensare che ci sono partite che puoi vincere più facilmente. Le insidie ci saranno sempre e ora rientreranno le competizioni europee e la Coppa Italia. Ti si accavallano le fatiche da fare, le sintesi da tirare fuori. Il problema è ripetersi, non è mai facile: siamo sempre noi a dover andare verso la vittoria, la vittoria non viene verso di noi se non siamo noi a fare la prima mossa. Ci sono tante partite di qui in fondo, e si passano della fasi dove siamo un pò più elettrizzati, a dei momenti in cui siamo più spenti: meglio prendere in considerazione una partita per volta”.

 

Se si sente nel posto giusto al momento giusto?

“È un po’ il piacere di fare questo lavoro qui quando vedi che ottieni dei risultati. Però poi dipendi sempre da quella che è la qualità e la disponibilità dei calciatori, perchè sono loro che fanno sempre la differenza. Quando mi avete chiesto che sembrava non ci fosse più tanta fiducia ho sempre detto la stessa cosa e mi sembrava di essere l’unico a crederci, però poi è stato in quella maniera lì che si ha a che fare con dei calciatori forti, con un gruppo di ragazzi umili che sanno stare dentro una squadra. Questa è una qualità fondamentale, perchè l’individualità viene fuori dentro la squadra. Diventa fondamentale continuare così, lavorare in un certo modo, poi si vedrà se siamo bravi a mantenere questo livello, questo ritmo. Bisognerebbe fare come la Ferrari in Formula 1, ovvero saper usare il campo fino ai cordoli perchè ogni tanto non sappiamo usarlo tutto il campo. Per lo meno in queste ultime partite sì, però bisognerebbe farlo sempre, queste continue rotazioni in tutta l’ampiezza del campo sono quelle che danno qualche soluzione in più alla squadra”.

 

Come ha visto David? La serata di Reggio Emilia può essere la svolta per lui?

“Può essere un’iniezione di fiducia, anche perchè ha giocato una grande partita. Io mi aspetto che continui a crescere, perchè poi è un calciatore che fa molti metri dentro la partita e che lega benissimo con i compagni. È un calciatore che da un punto di vista tattico ogni tanto ti crea dei vuoti come nel gol di Miretti, perché crea superiorità in altre parti del campo. Poi mi sembra che ci sia una buona intesa con la squadra, per cui domani gli si ridà fiducia”.

 

Si aspettava delle reazioni sulla frase dei “videini”?

“Mi è sembrato eccessivo quello che è venuto fuori, ho solo risposto a quelli che hanno detto che manca una gestione da parte di chi deve decidere cosa fare. A volte per capire certe situazioni bisognerebbe essere addetti ai lavori e aver vissuto queste esperienze. Alcune volte si ha l’impressione che si voglia andare oltre il commento del campo. Per quanto riguarda le conferenze ho quattro professionisti che mi fanno la sintesi di tutto quello che avviene. Non è che io mi alzo e decido di andare contro qualcuno che mi sta antipatico. Vengono ripetute cose non bellissime da ricevere… poi vedo che vengono chiamati alle armi tutti. Io non volevo questo. Mio fratello mi diceva sempre che solo dicendo quello che pensi puoi creare presupposti per un reale chiarimento”.

 

La Juve può fare 50 punti nel girone di ritorno?

“Non lo so, perchè la strada è ancora molta da percorrere. Intanto pensiamo che per dover dare una pedata al pallone ce lo dobbiamo guadagnare, come quando eravamo bambini. Le partite sono tante, meglio non correre troppo, vedremo partita dopo partita e poi si vede”.

 

Ritiene ancora Chiesa come il Sinner del calcio italiano oppure no?

“Lì Chiesa l’avevo in squadra e volevo fare un complimento ad un mio calciatore che ha delle qualità indubbie, evidenti. Sinner è uno dei più forti in questa ripetitività di avere quella costanza, quella perseveranza. Forse lì era per i colpi, siccome è un calciatore che saltava l’uomo, che creava lo scompiglio, il caos facilmente: questa è una cosa fondamentale nel calcio attuale e penso gli contestino questo per non farlo giocare, perché poi la qualità è altissima. Però poi finisce lì, perchè lui è di un’altra squadra e noi non ce l’abbiamo più nella nostra”.

 

Pensiero su Miretti e sulle parole di suo padre?

“Il papà di Miretti se ha un figlio così professionista, intelligente e perbene…. ora si farà anche il ricevimento con i genitori, perchè dicono delle cose giuste come ha detto suo papà. La penso come lui: Miretti è un calciatore che ci fa comodo, che ha possibilità di crescita, ha un bel motore, gli mancherebbe un po’ di scocca ma è ugualmente uno che i contrasti li fa. Io non ho chiesto niente soprattutto a centrocampo, mi stanno bene i centrocampisti che ho. Il mercato genera possibilità di calciatori anche forti, genera calciatori distratti, però poi se si rimane così per me va benissimo”.

 

Le sta piacendo la fase difensiva in questo momento?

“Sì mi sta piacendo anche perchè la nostra miglior fase difensiva è quando abbiamo palla noi. È una chiave di lettura che è l’opposto di quello che è il significato delle cose, però io sono molto contento soprattutto di questa cosa, che la squadra ha questa voglia e questa volontà di andare a fare la partita e di andare a fare un possesso palla finalizzato a creare più occasioni possibili. La cosa fondamentale è il possesso del campo”.

 

Quanto manca a questa squadra per sfruttare al massimo i calci piazzati?

“Non manca niente, ci siamo andati vicini. Io spero, perché essendo fortissimi, che si siano convinti perché ci lavoriamo parecchio e che poi si riesca a fare anche gol. Nonostante delle situazioni che si sono portate a casa lo stesso, perché non l’abbiamo fatto ma si erano portati a casa anche il rigore, su quella punizione battuta fuori dall’aria con David, però è la stessa attenzione che vedo per altre questioni che mi fa ben sperare di andare a migliorare le nostre statistiche in generale. Una di queste, che è bassa, è quella che lei ha elencato in maniera attenta”.

 

Il mercato?

“Io dico che in alcuni posti si deve completare. A me basta che venga completato quello che in un paio di posizioni siamo un po’ corti. Poi naturalmente il mercato lo fanno i nostri direttori e io mi fido ciecamente. Noi stiamo con le antenne dritte per vedere se si può mettere queste due postazioni qui, se si può occupare queste due caselle qui in maniera corretta per avere la possibilità del doppio ruolo in queste posizioni”.

Stefania Palminteri

Classe 1969, giornalista pubblicista dal 2018. Redattore per Cittaceleste.it, Juvenews.eu, Notiziecalciomercato.eu, Mondoudinese.it, Ilmilanista.it

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