Due generazioni a confronto, Sergio e Francisco Conceiçao: il primo ex calciatore e oggi allenatore (ex tecnico del Milan, oggi guida l’Al-Ittihad); il secondo punto fermo della Juve di Luciano Spalletti. Padre e figlio hanno concesso un’intervista al The Athletic, passando per vari punti. Di seguito le parole dell’esterno destro.
“Sono sempre stato molto orgoglioso di mio padre. Giocatore straordinario. Allenatore vincente. Mi hanno paragonato a lui fin da piccolo. Non mi ha mai dato fastidio. Ho sempre provato un amore incondizionato. Ho avuto il miglior esempio possibile, un padre con una conoscenza profondissima del calcio. E anche altri familiari che mi hanno spinto a migliorare.
La mia infanzia è stata per lo più all’estero a causa della sua carriera. Prima a Milano e Roma, poi in Portogallo. In Belgio allo Standard. Abbiamo vissuto in Grecia. Papà giocava nel PAOK e io ero nelle giovanili lì. Quindi ho sempre sperimentato culture e modi diversi di giocare a calcio. Mi ha aiutato a formarmi.
La mia passione per il calcio è iniziata presto perché abbiamo radici calcistiche profonde in famiglia. Penso di aver imparato molto più che stando in un solo posto. Per me più aspetti positivi che negativi. So che non tutti hanno avuto la fortuna che ho avuto io fin da bammo insieme come famiglia e questo ha dato loro competenze di vita interessanti.
Mi sono trasferito dallo Sporting al Porto, la squadra del mio cuore e della mia famiglia. Papà ha giocato e allenato lì per molto tempo. È stato il club più importante della mia formazione, quello in cui ho esordito in prima squadra, con papà come allenatore. Dal Porto sono passato all’Ajax. Sentivo che fosse la scelta giusta per me. Ero stato campione portoghese. Volevo crescere come giocatore.
Non è andata come speravo e sono rimasto lì solo un anno. Questo mi ha solo reso più determinato a tornare al Porto, a dimostrare quanto valessi. È stata la decisione giusta. Sono entrato nella nazionale portoghese. Mi sono trasferito alla Juventus nel 2024. Anche questa volta, la scelta giusta, un club enorme che sta attraversando una fase in cui vuole tornare a vincere titoli.
La Serie A è molto tattica. Per gli attaccanti è molto più difficile segnare, molto più difficile far emergere le proprie qualità. Le squadre giocano con una linea difensiva a cinque e la cosa principale è non subire goal. Ma tutto questo mi rende un giocatore migliore. Sono felice alla Juventus e il mio obiettivo principale è vincere titoli con la Juventus.
Ho un ottimo rapporto con Cristiano Ronaldo, è il primo a darmi consigli. Visto chi è, merita tutta l’attenzione. Sono felice di essere nello spogliatoio con lui, ma mi insegna anche cose sulla vita al di fuori del calcio. L’importanza della famiglia. L’alimentazione. Come vivere la vita. Come recuperare il corpo. Bisogna fare molti sacrifici per arrivare ai massimi livelli.”