George Gardi, intermediario di mercato che ha contribuito alla realizzazione di alcuni importanti affari che hanno visto come protagonista il Galatasaray, ha rilasciato un’intervista ai taccuini di Tuttosport. Durante l’intervista, Gardi ha parlato anche del match che questa sera la formazione turca dovrà affrontare contro la Juventus. Di seguito l’intervista completa:
Dicono che lei sia il direttore sportivo-ombra del Galatasaray…
«No, non sono un loro stipendiato. Sono state fatte cose importanti e spero di continuare a mantenere la loro considerazione…. ».
Il complimento più bello che ha ricevuto?
«Quelli che ricevo ogni giorno dai tifosi turchi. Sono meravigliosi. Mai visto nulla di simile al mondo. Il calore che trasmettono è ineguagliabile».
Il più grande rimpianto? Il colpo mancato?
«Quando si trattano giocatori, soprattutto di alto livello, ci sta che qualche affare alla fine non vada in porto. Per un’infinità di variabili e di circostanze. Ci ho provato con Lookman dopo che era sfumato l’accordo con l’Inter l’estate scorsa, volevo provare a emulare l’operazione Osimhen: prestito con diritto di riscatto. Ma loro non volevano cederlo. Idem a gennaio, questa volta perché le richieste del club bergamasco erano troppo onerose (ndr: il nigeriano, come noto, l’ultimo giorno di mercato s’è trasferito all’Atlético Madrid per 35 milioni più 5 di bonus)».
E Yildiz? Tre anni fa l’ex ds bianconero Giovanni Manna sembrava convinto dall’offerta del Galatasaray…
«Il turco all’epoca era un teenager, un quasi maggiorenne che giocava nella Primavera della Juventus incominciando a fare capolino nella Next Gen. Formidabile talento, però non ancora del tutto sbocciato. Andai a Torino a incontrare la Juventus per intavolare la trattativa a fine gennaio 2023. Ci furono divergenze sulle cifre: il club bianconero chiedeva 7 milioni, ma l’agente non dette apertura. Riprovai anche nell’estate 2023, a quel punto però l’opinione del giocatore all’interno della società era cresciuta, così com’erano cresciute esponenzialmente le richieste della Juve».
Ha mai pensato che l’affare Osimhen potesse sfumare all’ultimo momento?
«Il rischio c’era eccome. Specialmente il primo anno quando arrivò in prestito. Il tempo passava inesorabilmente. È stato un “puzzle” complicatissimo: problemi, firme che non arrivavano, lista Uefa che chiudeva il giorno successivo… Ricordo le ore passate all’aeroporto di Napoli a trattare al telefono mentre c’erano già migliaia di tifosi turchi a quello di Istanbul ad aspettare e io pensavo: “Se ora qualcosa va storto”… ».
Qual è il suo segreto nelle trattative più complicate, quando la situazione non sembra davvero sbloccarsi?
«Un po’ di follia anche. Ma lucida follia».
Pronostico su Juventus-Galatasaray?
«È un match complicatissimo, il passaggio del turno è uno snodo importante per tutti i club sia in termini sportivi che economici. Talmente importante che tre gol di vantaggio rappresentano un margine, ma non mettono al riparo dall’essere considerata una partita chiusa. Il mister saprà quali tasti toccare perché non ci sia una sottovalutazione. Spero che il Galatasaray possa riuscire a segnare per rendere la gara più gestibile».
C’è un fresco precedente proprio nella League Phase dell’attuale Champions, incoraggiante per la Juve e preoccupante per il Gala: lo scorso settembre a Francoforte i giallorossi partirono forte sul campo dell’Eintracht portandosi subito in vantaggio con Yunus Akgün, però i tedeschi hanno poi realizzato una cinquina in poco più di quaranta minuti…
«Nessuno scorda quella pesante e cocente sconfitta. Suona ancor oggi come un monito nello spogliatoio del Galatasaray: guai a ripetere quegli errori. Anche se va puntualizzato che si trattava di una partita secca, la prima delle 8 della fase campionato, e non di un incontro andata-ritorno a eliminazione diretta per il passaggio al turno successivo».
Sua moglie Francesca Rivolta è torinese, nata nel popolare quartiere Santa Rita: per chi tiferà stasera “Madama” Gardi?
«Lei non è appassionatissima di calcio, ma se devo essere sincero ha sempre nutrito maggiori simpatie per il Torino».