Il portiere ha parlato
Quando ci ripenso mi commuovo, perché solo un gruppo forte con coraggio e spirito da guerrieri può pensare di fare la rimonta. Quando siamo andati a Madrid avevamo la forza per ribaltarla. Una sensazione di benessere che non ho provato altre volte. Donnarumma? Se una squadra come il PSG ha due portieri molto forti, che senso ha parlare di un titolare o di un secondo? Si può dire, a seconda dello stato di forma, faccio giocare uno o l'altro. Quando hai due portieri forti è un peccato dover sceglierne uno, è giusto che abbiano le stesse possibilità tutti e due.
Un giorno a fine marzo a Torino mi chiedono hai deciso di smettere? Dico di sì, è giusto così. Per scherzare aggiungo, se mi chiamano PSG, Real Madrid o Barcellona magari prendo in considerazione l'ipotesi di continuare e dopo 20 giorni mi chiama il PSG. Non ho potuto rifiutare e ho detto sì. Mi affascinava una squadra con tanta potenzialità in Champions League e questo era uno stimolo importante, in più potevo fare un’esperienza fuori dall’Italia e potevo continuare a giocare a livelli altissimi. Per quello che concerne infine il mio futuro devo dire che fare il commissario tecnico è una esperienza che vorrei fare, un qualcosa che mi piacerebbe, più di fare l’allenatore. Anche in giro per il mondo, magari in Australia".
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