Comolli resiste alle tensioni in casa Juve: non farà alcun passo indietro
Comolli resta al centro della tempesta
Alla Juventus sono giorni di forte tensione dopo il crollo contro la Fiorentina e il rischio concreto di restare fuori dalla prossima Champions League. Nel mirino delle critiche è finito soprattutto Damien Comolli, sempre più isolato all’interno dell’ambiente bianconero ma deciso a non arretrare di un passo. L’amministratore delegato è perfettamente consapevole del momento complicato che sta vivendo il club. Sa che il rapporto con Luciano Spalletti non è mai realmente decollato, conosce il malumore presente all’interno della società e ha compreso che la sconfitta con la viola ha aggravato ulteriormente la sua posizione. Eppure, nonostante il clima pesante, continua a difendere il proprio lavoro e il progetto costruito nell’ultimo anno. Comolli non prende in considerazione dimissioni o ridimensionamenti. Anzi, vuole mantenere una forte influenza sulle questioni sportive e sul mercato, senza rivoluzioni interne e senza modificare in maniera sostanziale il gruppo di collaboratori che ha costruito alla Continassa. Il dirigente francese è convinto che il suo metodo abbia bisogno di tempo per produrre risultati. Ritiene che meno di dodici mesi non siano sufficienti per giudicare un progetto così complesso e continua a sostenere di aver imboccato la strada giusta per riportare la Juventus competitiva nel giro di due stagioni.
Conferenza stampa in arrivo e progetto da rilanciare
Nei pensieri di Comolli ci sarebbe anche una conferenza stampa da organizzare dopo il derby contro il Torino. L’idea sarebbe quella di parlare pubblicamente per assumersi parte delle responsabilità, spiegare gli errori commessi e soprattutto illustrare i prossimi passi del progetto juventino. L’ad vuole però evitare ulteriori tensioni prima della sfida decisiva di campionato. Alla Continassa c’è ancora la speranza di un clamoroso ribaltone nella corsa Champions e nessuno vuole destabilizzare ulteriormente l’ambiente prima degli ultimi novanta minuti della stagione. Nel frattempo Comolli continua a lavorare sul mercato. Dopo le critiche ricevute per l’utilizzo massiccio di software di profilazione e strategie legate ai dati, il dirigente sembra intenzionato a cambiare approccio, puntando maggiormente su giocatori già pronti e funzionali alle esigenze tecniche della squadra. Anche la gestione dei parametri zero e dei rapporti con alcuni procuratori è stata contestata all’interno del club. Diverse figure vicine all’ambiente juventino ritengono che il manager francese abbia accentuato troppo il controllo su ogni area decisionale, creando tensioni sia nello spogliatoio che nella struttura societaria.
Elkann riflette: Chiellini può avere più potere
Le prossime decisioni spettano ora a John Elkann, che nelle ultime ore ha intensificato i contatti sia con Comolli sia con Spalletti. Il tecnico avrebbe chiesto maggiore autonomia nella gestione tecnica e sportiva, una richiesta che inevitabilmente riduce il peso politico dell’attuale amministratore delegato. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di rafforzare ulteriormente il ruolo di Giorgio Chiellini all’interno dell’organigramma societario. La sua figura viene considerata sempre più centrale per ricostruire identità, leadership e rapporti interni in un ambiente che appare smarrito. Nonostante tutto, Comolli continua a mostrarsi sereno. Anche senza Champions League, ritiene che il danno economico possa essere gestito attraverso alcune cessioni mirate e una revisione del mercato estivo. La sensazione, però, è che la Juventus sia arrivata a un bivio decisivo. Elkann dovrà scegliere se proseguire con il modello costruito da Comolli oppure avviare una nuova rivoluzione dirigenziale. E il derby contro il Torino potrebbe rappresentare soltanto il primo passaggio di un’estate destinata a cambiare profondamente il futuro bianconero.
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