Sannino: "Pirlo? È stato anche per lui un anno di sofferenza, ma ha già portato a casa due trofei"
"Mie dimissioni in Grecia? Chiedetevi il perché. In Grecia lottavo per vincere un campionato. Però ho dei valori. A Palermo avevo un altro anno di contratto e sono andato via. Anche al Watford mi sono dimesso, a Catania pure così come a Trieste, Novara e mi piange il cuore per non aver potuto mettere la firma sulla Coppa all‘Honved a causa del Covid. Al Levadiakos il presidente mi ha chiamato per vincere il campionato, sono andato via quando eravamo ad un punto dalla prima e sono arrivato terzi. Ho lasciato per motivi personali. Quando una persona da le dimissioni bisogna vedere sempre cosa è successo. Ma quando non conciliano gli stessi valori è meglio lasciarsi. Sono un allenatore vecchio stampo: la parola viene prima di tutto. Dove mi vedo anno prossimo? In Italia ci sono allenatori giovani che spingono, io non ho mai chiuso le porte a niente. Nessuno sa chi sono veramente: prima di andare in Grecia telefonai personalmente ad un presidente di Serie C e gli dissi che mi sarebbe piaciuto andare nonostante le poche risorse a disposizione del club. Mi rispose ‘ma che onore, non avrei mai immaginato’. Poi hanno preso un altro allenatore, hanno cambiato ancora e sono retrocessi. Non si parlava di soldi, ma di mettere un ulteriore timbro in una carriera. Nella vita bisogna essere aperti a tutto, quindi mi piacerebbe un’esperienza in America".
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