Per la terza volta consecutiva, l’Italia vedrà il prossimo Mondiale dal divano. Non sono bastate, evidentemente, le figure barbine contro Svezia e Macedonia del Nord: serviva la lezione di calcio anche contro la Bosnia. Gabriele Gravina, presidente della FIGC, non ha ancora annunciato le dimissioni. Le sue sorti si decideranno dopo il consiglio federale della prossima settimana.
Ai microfoni di Sky, le parole di Adriano Galliani sulla questione Nazionale: “È cambiato tutto rispetto agli anni ’90. Se pensiamo alle vittorie sia dei club sia della Nazionale. Oggi in Italia solo il 30% dei giocatori è selezionabile per la Nazionale. Una volta vincevamo i Palloni d’Oro con giocatori che giocavano in Serie A.
C’è ovviamente tanta tristezza per la Nazionale, come per tutti gli italiani. Ieri ero in un ristorante pieno di bandierine italiane, quindi la delusione è inevitabile. La mia prima partita è stata Svizzera‑Italia 4‑1 e, in questi settant’anni e più, ho vissuto tante gioie: due Mondiali vinti e le finali del ’70 e del ’94. Il calcio è anche questo.
Dare la caccia al colpevole lo trovo inutile, quindi mi tiro fuori. Credo che sia tutto ciclico. Quando vinceva il calcio, perdevano gli altri sport. Sono sempre stato convinto che, al di là delle colpe o dei meriti, esista proprio questa ciclicità. Se pensiamo che prima nel tennis non avevamo praticamente nessuno, oggi abbiamo quattro italiani tra i primi venti al mondo. È un mulino che gira.
Prima al Milan c’erano i Franco Baresi e i Paolo Maldini. Adesso è cambiato tutto. Oggi il campionato italiano non è più un punto d’arrivo, ma spesso un punto di transito. L’analisi dovrebbe essere più approfondita rispetto a quello che ho letto questa mattina. Nel campionato italiano la velocità del giro palla è la più bassa rispetto agli altri campionati.”