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Juventus, Lichtsteiner a La Gazzetta: “La Juve per sempre nel mio cuore”

Stefania Palminteri – 10 Aprile, 12:42

L'ex Juve Stephan Lichsteiner

Stephan Lichtsteiner racconta i suoi momenti più belli con la maglia della Juventus. L’ex terzino bianconero oggi siede sulla panchina del Basilea.

L’ex terzino della Juventus Stephan Lichtsteiner, oggi allenatore del Basilea, in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, ha ripercorso i momenti più significativi della sua avventura con la Vecchia Signora. Di seguito le sue parole:

L’ambiente Juve e le diversità con le altre squadre: Innanzitutto, nella mentalità. Alla Juventus vinci cinque scudetti e non basta, vogliono il sesto. Dai tifosi alla società. E per questo non tutti riescono a imporsi: capisci cosa cambia tra un giocatore normale e un campione. Sono i trofei vinti a fare la differenza”.

La prima rete segnata allo Stadium: ”Qui mi vengono in mente tanti ricordi, se penso a tutti gli allenamenti trascorsi a provare sempre gli stessi meccanismi. Antonio era sicuro dal primo giorno che avremmo vinto noi, è un vincente che ti insegna sempre a dare il massimo dentro il terreno di gioco. Fa di tutto per farti vincere e tu lo ascolti perché sai che succederà quello che dice”.

Rapporto con Antonio Conte: ”Mi ha insegnato tanto, più di ogni altro allenatore a mettere la grinta in campo. Quando giocavo mi trasformavo, non parlavo con nessuno non ero un tipo semplice da gestire”.

Andrea Pirlo:  ”Lui era fantastico, non solo per le enormi qualità tecniche, ma anche per la sua disciplina. Non si è mai tirato indietro nel fare una corsa, anche quando erano massacranti. Ma vorrei raccontare un aneddoto, se posso. Eravamo in ritiro a Bardonecchia. Prima amichevole, io mi fermo, alzo la testa e lo vedo marcato. Quindi, servo l’attaccante. Andrea mi prende e mi fa “dalla a me, anche se mi vedi marcato”. Non ero convinto, ma eseguo. E lui esce tra due difensori con una naturalezza unica. Mi diceva “tu corri, poi ci penso io”. Da lì è nata la nostra catena”.

Pogba: “Non lo conoscevo, ma fin da subito mi sorprese, aveva una grandissima forza fisica e una qualità fuori dal comune. Quando giocava con noi era uno dei centrocampisti più forti del mondo”.

L’esclusione dalla lista Champions con Allegri in panchina:  “È stata una cosa che mi ha fatto male, una ferita che ancora è lì. Soprattutto perché c’entravano questioni personali e non di campo. Ricordo che mi chiamò Allegri, fu una delusione. Con il senno di poi, però, sono contento di essere stato inserito a gennaio. Evidentemente avevano bisogno di me”.

Il no all’Inter:Amavo troppo la Juventus per trasferirmi in un’altra squadra italiana. In realtà la amo ancora. All’Inter non sarei mai andato. Sarebbe stato un tradimento”.

L’esperienza al Basilea: “Basilea è l’ambiente perfetto per i giovani. Penso sia un ottimo trampolino di lancio. Qui puoi crescere senza pressioni. Vale anche per me: sto imparando e posso migliorare tanto”.