TURIN, ITALY - APRIL 7: during the Serie A TIM match between Juventus and ACF Fiorentina at Allianz Stadium on April 7, 2024 in Turin, Italy.(Photo by Chris Ricco - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)
Il momento che ha riacceso davvero la stagione della Juventus è racchiuso nell’immagine di Federico Gatti che corre sotto il settore ospiti dopo il gol del 3-3 segnato al 93’ contro la Roma. Una rete arrivata in un momento delicatissimo, con la squadra reduce dall’eliminazione in Champions League e dallo scivolone casalingo contro il Como che aveva fatto vacillare certezze e classifica. Quel pareggio, strappato con orgoglio e carattere, ha impedito ai bianconeri di scivolare fuori dalla corsa ai primi quattro posti e, soprattutto, ha restituito fiducia a un gruppo che sembrava smarrito. Da quella sera, qualcosa è cambiato nella testa dei giocatori: più convinzione, meno paura, una gestione diversa dei momenti della partita. Anche grazie a un calendario non proibitivo, la Juventus ha iniziato a inanellare risultati utili con continuità, trovando un equilibrio che per mesi era mancato.
Se il gol di Gatti rappresenta la scintilla, la vittoria di Bergamo contro l’Atalanta è la fotografia più nitida della nuova mentalità juventina. Una partita sofferta, “sporca” come l’ha definita lo stesso Spalletti, ma tremendamente pesante in ottica Champions. Non solo per i tre punti conquistati, ma perché arrivati contro una diretta concorrente, su un campo storicamente complicato. In quella sfida è emersa con forza la mano dell’allenatore: una Juventus meno brillante dal punto di vista estetico, ma estremamente compatta, organizzata e pronta a colpire nei momenti decisivi. Anche senza un centravanti di ruolo, vista l’assenza prolungata di Vlahovic, la squadra ha ritrovato una solidità difensiva che sta facendo la differenza. Un solo gol subito nelle ultime cinque giornate è un dato che racconta meglio di qualsiasi analisi il lavoro svolto. A questo si aggiunge la crescita di alcuni singoli, come Boga, diventato decisivo con i suoi inserimenti e con la capacità di adattarsi a un ruolo non suo, mettendosi completamente al servizio del gruppo.
Adesso però arriva il momento della verità. La prossima sfida interna contro il Bologna rappresenta uno snodo fondamentale per capire fin dove questa Juventus può spingersi. Una vittoria permetterebbe ai bianconeri di consolidare il quarto posto e di affrontare con maggiore serenità le ultime giornate di campionato, in cui l’unico vero ostacolo sembra essere la trasferta di San Siro contro il Milan. In caso contrario, tutto tornerebbe in discussione, perché il Como continua a correre e non sembra intenzionato a mollare proprio ora. La sensazione, però, è che questa Juventus abbia finalmente trovato una propria identità, fatta di pragmatismo, attenzione e spirito di sacrificio. Elementi che, in una volata Champions, spesso valgono quanto – se non più – della qualità pura.
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