Nel calcio moderno uscire dalle coppe europee è quasi sempre considerato un fallimento. Per la Juventus, però, l’eliminazione dalla Champions League contro il Galatasaray potrebbe aver avuto un effetto contrario, e forse inatteso. Con meno partite da giocare, la squadra di Luciano Spalletti ha ritrovato energie, equilibrio e continuità di rendimento.
Il momento più difficile della stagione è arrivato a febbraio, quando il calendario si è fatto molto pesante. Tra il 5 e il 25 del mese la Juve ha giocato sei partite in venti giorni tra Serie A, Coppa Italia e Champions League. Il bilancio è stato negativo: sconfitte pesanti contro Atalanta, Inter, Galatasaray e Como, con ben 15 gol subiti complessivamente, record negativo della stagione. La squadra è apparsa stanca e poco lucida, con diversi errori difensivi e un evidente nervosismo in campo.
A marzo, però, la situazione è cambiata. Senza impegni europei, Spalletti ha potuto lavorare con una settimana piena, senza impegni o partite infrasettimanali. I risultati sono arrivati. La partita simbolo di questa “rinascita” è il 3-3 contro la Roma, dove i bianconeri hanno trovato il pareggio al 93’ con Gatti, mostrando grande tenuta fisica e mentale. Ancora più convincente la vittoria per 4-0 contro il Pisa, una gara dominata dall’inizio alla fine e senza concedere gol.
Il tempo per allenarsi ha permesso a Spalletti di consolidare il 4-2-3-1 e gestire meglio anche le rotazioni. Giocatori offensivi come Yildiz e Conceição, che vivono di accelerazioni e strappi, stanno beneficiando della maggiore freschezza atletica.
L’addio all’Europa resta una delusione, ma in vista del finale di stagione la Juventus sembra aver ritrovato solidità e fiducia. E con una partita a settimana, la squadra bianconera può diventare un avversario molto più difficile per tutti. La squadra è determinata a centrare il quarto posto, che significherebbe Champions Leage.