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Juve, Moggi: “Bisogna riformare la FIGC”

Nel suo editoriale per Libero, Luciano Moggi, ex direttore generale della Juve, ha parlato del caso FIGC dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. Di seguito le sue parole: “Nel 2006, quando la stimata ditta Auricchio-Narducci decise di dilettarsi a scegliere un indagato anziché cercarlo, la scelta cadde sulla Juventus e i suoi dirigenti, una scelta che poteva fare molto rumore con ritorno di notevole notorietà per le loro carriere.

Abete, presidente della FIGC, provvedeva a radiare i dirigenti bianconeri per aver chiuso un arbitro nello spogliatoio senza tenere conto dell’archiviazione del tribunale di Reggio Calabria. Radiati quindi senza aver commesso illeciti o reati mai avvenuti e mai provati in udienza, con gli arbitri assolti e i sorteggi regolari.

Di fronte agli esiti giudiziari queste persone sferravano in quel momento un colpo mortale al calcio che in quell’anno 2006 aveva addirittura vinto il titolo mondiale a Berlino, con tanti giocatori della Juventus, un allenatore Lippi, un massaggiatore Esposito, tutti portati in nazionale da quei dirigenti bianconeri che la FIGC provvide a radiare. In quel tempo il nostro era considerato il campionato più bello, oggi non è più tale.

Da allora buio pesto nel nostro calcio fino ad arrivare alla terza mancata qualificazione al mondiale di questi giorni, regista, questa volta, Gravina il presidente federale che nel 2018 successe a Tavecchio condividendo con il predecessore tutto il suo operato.

Non c’è dato soltanto di sapere se Tavecchio da solo si sia aumentato lo stipendio come ha invece fatto Gravina, che tra l’altro curava le sue pubbliche relazioni con particolare cura, tanto da essere nominato vice presidente Uefa da Ceferin presidente. Queste, trascurando l’ordine alfabetico, sono le persone che hanno rovinato il calcio.

Adesso che si parla di rinnovamento c’è da sperare che non si ricorra ancora ad Abete, amico di Gravina o agli amici di entrambi, solo perché possono godere dei favori della Lega Dilettanti che conta il 34 per cento dei voti e degli allenatori del presidente Ulivieri con il 10 per cento, mentre la Lega professionisti, che mantiene il calcio, ha solo il 18 per cento. Abete avverte «non ci possono commissariare.

Secondo noi invece commissariare la FIGC è d’obbligo per togliere il giocattolo dalle mani di questi signori che tanto anelano a questa poltrona (chissà perché?). Fu fatto il commissariamento al tempo di Calciopoli per rovinare il calcio, deve essere adesso riproposto per rimetterlo in ordine.”

Stefania Palminteri

Classe 1969, giornalista pubblicista dal 2018. Redattore per Cittaceleste.it, Juvenews.eu, Notiziecalciomercato.eu, Mondoudinese.it, Ilmilanista.it

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