Nel corso di un’intervista rilasciata a Goal, il centrocampista della Juve Weston McKennie si è raccontato a 360 gradi, parlando degli ultimi mesi in bianconero e del mondiale che giocherà a casa sua: negli Stati Uniti. Di seguito le sue parole.
“Vorrei che gli altri di me pensassero che sono una persona normale, un ragazzo che durante le vacanze fa un barbecue con la famiglia, bene un drink e si rilassa. Mi piace godermi la vita a tutto tondo. È un momento nel quale sto bene: in famiglia, con gli amici e insieme ai miei cani. E penso che gli ultimi sei/otto mesi siano stati piuttosto positivi per me.
Devo essere sincero, quando ero nelle giovanili dell’USA non avrei mai pensato che mi potesse succedere una cosa del genere. Da bambino ci si impressiona facilmente, e ogni volta che venivo escluso dalla squadra pensavo che non ci potesse essere nessuna possibilità che io riuscissi ad arrivare.
Tornavo a Dallas dalla mia famiglia e nella mia società, l’FC Dallas. Lì mi hanno rilanciato credendo in me giorno dopo giorno. Questo mi ha spinto a migliorare sempre di più, di spingermi oltre a quanto pensassi. Sono grato per il percorso fatto per arrivare fino a qui, non credo che avrei mai immaginato di raggiungere questo livello.
Essere un modello per i più piccoli è una sensazione straordinaria, ma allo stesso tempo una responsabilità. All’epoca i social non erano così comuni e le mie figure di riferimento le guardavo attraverso la tv o in qualche rivista; e se eri fortunato potevi incontrarle dal vivo.
Oggi c’è molta più responsabilità. Io cerco di essere sempre fedele ai miei valori e alle mie origini, è quello che vorrei che le persone prendessero da me. Anche perché sono un buon calciatore, ma soprattutto un essere umano come tutti; bisogna rimanere umili e seguire il proprio sogno, cercando di trovare una strada per se stessi.”