Juve, giorni decisivi: Elkann valuta la dirigenza, Spalletti chiede un uomo di campo
Pressione alla Continassa e posizione di Comolli
In casa bianconera si vivono ore di forte tensione interna dopo il rischio concreto di restare fuori dalla Champions League. Alla Continassa l’attenzione si concentra soprattutto sull’area dirigenziale, finita sotto esame per una stagione che non ha rispettato gli obiettivi minimi fissati in estate. Al centro delle valutazioni c’è l’amministratore delegato Damien Comolli, scelto un anno fa direttamente da John Elkann con l’idea di introdurre un modello gestionale fondato sull’analisi dei dati e sull’approccio Moneyball. Tuttavia, i risultati del mercato e il rendimento della squadra non hanno confermato le aspettative. La sua posizione resta in piedi soprattutto per la fiducia personale della proprietà, ma un eventuale mancato accesso alla Champions potrebbe rendere necessaria una nuova ricapitalizzazione da parte di Exor, scenario che metterebbe ulteriormente in discussione il suo ruolo. In questo contesto appare probabile un ridimensionamento delle sue competenze sul mercato, anche a causa di un rapporto mai realmente decollato con l’allenatore.
Il confronto tra Spalletti ed Elkann
La situazione coinvolge direttamente anche Luciano Spalletti. La proprietà ha dimostrato fiducia totale nel tecnico, rinnovandogli il contratto fino al 2028 prima ancora di avere la certezza del piazzamento europeo. Elkann continua a ritenere l’allenatore l’uomo giusto per riportare la Juventus al vertice, ma il peso della stagione è evidente anche nelle parole del tecnico nel post partita contro la Fiorentina. Dopo alcuni mesi convincenti, nelle ultime uscite anche il tecnico sembra aver perso lucidità e pazienza. "Difetti" che si sono riversati anche sui giocatori in campo. Spalletti ha chiesto un confronto diretto con la proprietà per chiarire programmi, obiettivi e strategie future. L’intenzione è ripartire senza zone d’ombra, con certezze operative e tecniche che possano evitare il ripetersi delle difficoltà emerse negli ultimi mesi.
La richiesta di un uomo di campo e i ruoli in bilico
Tra le richieste dell’allenatore c’è l’inserimento di una figura operativa, un “uomo di campo” che possa affiancarlo nella gestione quotidiana e fare da raccordo con l’area mercato. Di questioni calcistiche Spalletti parlerà con Giorgio Chiellini, oggi in un ruolo istituzionale che però lo vede impegnato soprattutto nei rapporti con FIGC, UEFA ed ECA. Resta saldo anche il direttore sportivo Marco Ottolini, arrivato a gennaio, mentre appare più incerta la posizione del direttore tecnico François Modesto. La proprietà ha in agenda colloqui individuali con tutte le figure chiave del club: il futuro della Juventus passerà inevitabilmente da queste decisioni.
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