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Juve-Galatasaray, le parole di Spalletti in conferenza stampa

Riccardo Focolari – 24 Febbraio, 17:32

spalletti

In conferenza stampa, alla vigilia del match di Champions League contro il Galatasaray, ha parlato il tecnico della Juve

Il tecnico della Juve Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara di Champions League contro il Galatasaray. Di seguito le sue parole.

Quanto conterà il supporto dei tifosi?
“Ci sono partite che non si giocano, si compongono, serve creare un contesto, serve la partecipazione di un intero ambiente e abbiamo bisogno degli occhi e del cuore dei nostri tifosi. Tutte le volte che sono entrato e ho sentito partecipare il pubblico siamo diventati più forti. Più che il gesto la risolve creando un contesto dove si può usare il gesto tecnico. Sappiamo che il momento è difficile però stavolta glielo chiediamo proprio di starci vicino perchè con loro al nostro fianco diventiamo più forti.”

Come sta Yildiz?
“Per noi lui è già un leader anche se molto giovane, un punto di riferimento. Perché lo fa vedere nella serenità che arriva anche nei momenti difficili, quella facilità di andare a esplorare cose nuove quando tutto sembra difficile. ha la caratteristica del leader, quello che salta l’uomo, ma lui proprio caratterialmente ha fatto vedere nell’ultimo periodo la sua volontà di restare e sono segnali che portano ad innalzarlo dal punto di vista di personalità.

Lui ci vuole essere in tutte le maniere, ci tiene tanto. Oggi l’allenamento lo ha fatto parziale, ma quando stava uscendo e venuto a dirmi: io ci sono, sono a posto. Voglio raccontarlo per dire la forza di questo ragazzo.”

Su Di Gregorio?
“Noi bisogna sviluppare la capacità di accettare di essere disprezzati, per non dipendere dagli sguardi degli altri e essere liberi. Comincia tutto da lì, smetti di chiederti cosa succederà e comincia a pensare cosa vuoi che accada. Noi a livello di gruppo non diamo in pasto a nessuno quelle che sono le considerazioni e le critiche degli altri, noi dividiamo sempre tutto in parte uguali.
Tutte le offese e le critiche ognuno se ne assume un po’ la responsabilità, il salvadanaio comune fuori dallo spogliatoio dove si butta quello che succede di bello e quello di brutto, perché diventa un peso più leggero da sopportare e si vede nel modo di scherzare dei ragazzi che incontrano quello preso di mira in quel momento.
Il modo di ragionare è quello che io non lo devo far tirare in porta, io non devo perdere quella palla…. si va tutti a ritroso a prenderci le responsabilità di ciò che è successo. Prima del tiro in porta ne sono successe altre 2-3 di situazioni.”

È più importante la sfida di domani o quella contro la Roma?
“Pesano allo stesso modo e sono tutte e due delle belle minacce, ma sono anche delle belle sfide. Per cui io tutte le sere quando vado a letto, prima di addormentarmi saluto la giornata che ho trascorso, il passato e comincio a pensare a cosa debbo fare il giorno dopo perché è con quello che vado nel futuro.

Ci sono giornate che ti costringono a stare male, però è da lì che io costruisco qualcosa che mi farà piacere vivere, mi farà divertire e mi farà stare bene. Ora si pensa a questa partita qui, una sfida difficile però noi insieme al nostro pubblico che sono convinto parteciperà, proveremo a fare di tutto. Come dicono loro: fino alla fine della partita proveremo a fare di tutto.”

“Noi non dobbiamo diventare qualcosa di diverso. Dobbiamo essere una versione più profonda e solida di noi stessi di quello che abbiamo fatto vedere ultimamente. Bisogna restare squadra mentre sarebbe più facile diventare 11 individui, ma noi questo errore non lo faremo. Sappiamo il valore della nostra squadra, ci serve una compattezza, un’unità, una profondità di cosa è il concetto di squadra per ribaltare queste partite.
Quello che siamo in questo momento non somiglia molto alla realtà di chi siamo noi, di cosa abbiamo fatto vedere di chi siamo noi. Le statistiche a volte sono un indizio e non un giudizio, chi le usa come una cosa finale e terminale le usa male, perchè poi i conti si tirano in fondo. Per me diventa fondamentale ricordarci chi siamo e di fare sempre appello a noi stessi e all’aiuto del nostro pubblico domani sera.
Non dobbiamo pensare che dobbiamo fare 3 goal, ma che dobbiamo fare 1 goal perchè poi gli scenari cambiano, tutto cambia e tutto si autoalimenta e si coinvolge. ne abbiamo apralto stamani, dopo la brutta partita con il Como che abbiamo perso meritatamente, nel senso che il Como l’ha vinta meritatamente ed è l’unica partita che si può andare a dire qualcosa a questi ragazzi. Per le altre ne possiamo parlare fino a stasera.”

Bremer può giocare?
“Sarà convocato e potrà essere usato. Lui fa parte della asta bianconera”.

Quanto può determinare una possibile rimonta?
“Passa molto da questi risultati qui, perchè involontariamente sei costretto a subirli, però abbiamo fatto tutti i ragionamenti corretti, siamo nelle condizioni di giocarsi la partita al meglio. Abbiamo resettato, abbiamo fatto un giorno di recupero che ogni tanto ci vuole. Le difficoltà non ti tolgono il valore, ti costringono ad usarlo. Il futuro arriva dopo questa partita qui e questo risultato qui.”

“Non gli ho dato molto spazio e questo mi dispiace perchè a volte ti trovi a dover fare delle scelte. Il ragazzo ha valore come uomo, professionista e appartenenza a questi colori e questo club. Ha una fucilata di sinistro e siamo in lotta per meglio sinistra lui e meglio destra io per usare questa bastonata che ha. O prima o dopo sarà uno di quelli per le difficoltà dei tutta fascia sarà messo nelle condizioni di esprimere il suo valore.”

Di Gregorio o Perin?
“Proviamo a pensare tutto per mettere in meno difficoltà possibile tutti. Quindi faremo una valutazione per fare la scelta corretta. Adesso dobbiamo tenere in considerazione Noah (il figlio di Pinsoglio) che vuole già fare il portiere.”

I giocatori ci credono?
“Non è che si possa inventare qualcosa dal niente e trovarsi ad essere qualcosa di diverso perché a volte viene fatto questo come tentazione. La via d’uscita è sempre essere noi stessi fino in fondo, io ti faccio vedere quello che tu hai fatto fino a questo momento qui perché poi quello che si diceva prima è che a volte non si può piacere a tutti, però è nella mia testa è quello che decido io di che spazio avere di quella cosa o quell’altra.

Bisogna essere credibili quando si va a stimolare una presa di coscienza, per me diventa facile andare a fargli vedere o rivisitare mentalmente quei momenti che abbiamo passato insieme, un giochino da fare in generale. C’è un bruttissimo periodo, ma c’è anche un bellissimo periodo che faceva pensare a soluzione ancora più belle e invece si sono fatti dei passi indietro determinati dagli episodi.

A volte l’episodio ti mette in condizione, il calcio in generale c’è poco punteggio e spesso viene condizionato da degli episodi. Per quanto mi riguarda entra nella statistica Cagliari, Lecce, ma io devo allenare la possibilità di creare più episodi possibili a favore, io devo allenare quello e quello lo abbiamo fatto. Anche in partite senza risultato però ci siamo comportati come dovevamo ed è la verità.

È questo che ci deve far sentire più convinti e sereni, abbiamo poche chance e ce le vogliamo giocare tutte fino in fondo e sono convinto che i calciatori insieme allo stadio lo faranno vedere. Abbiamo fatto vedere che abbiamo fatto 2-3 goal o che abbiamo creato possibilità di risultati importanti, poi il cliente è scomodo perché parte da quel vantaggio.” 

L’abbiamo detto ora ovvero siamo andati a fargli vedere quello che hanno già fatto. Abbiamo voluto evidenziare il percorso per far capire quelli che siamo adesso ma quelli che siamo stati anche un mese fa. Yildiz, Conceicao, Zhegrova e adesso Boga hanno fatto vedere di avere questo estro.
Si va a fargli vedere quello che loro hanno già fatto, si va a usare tutto il percorso per evidenziare che noi non siamo quelli che stanno facendo quello che è la proposta di adesso, siamo anche quelli di un mese fa. Domani noi non vivremo un sogno ma una situazione che ci siamo guadagnati perciò dobbiamo giocarcela pensando a tutte le fatiche che abbiamo fatto per arrivare fino a qua. Domani è un premio al nostro impegno che abbiamo messo per arrivare fino qui e questo merito dobbiamo giocarcelo in campo.”