Sono ore di attesa in casa Milan per la decisione di Gianluigi Donnarumma in merito al suo futuro. Dopo il summit delle ultime ore, che si è svolto a Montecarlo alla presenza di Mino Raiola e della sua famiglia, il portiere rossonero è ora chiamato a sciogliere i dubbi sulla proposta di rinnovo che Fassone e Mirabelli gli hanno già illustrato alcuni giorni fa: un quinquennale da 4,7 milioni di euro. Nonostante le sparate di Raiola, l’ottimismo è di casa a Milanello. Questo anche grazie a ciò che il ragazzo ha recentemente dichiarato in un’intervista rilasciata a GQ.
Nel faccia a faccia con il giornalista del noto mensile, il numero 99 del Milan ha confermato di non volersi spostare da Milano e rivelato un divertente retroscena legato al contestato rigore di Dybala in Juventus-Milan dello scorso marzo.
Il faccia a faccia con la “Joya”
A distanza di mesi da quell’episodio che ha fatto esplodere molte polemiche, Donnarumma è tornato a parlare di quella serata di Torino.
Mezz’ora dopo la partita Dybala è venuto a cercarmi nello spogliatoio – ha raccontato Gigio – È stato intelligente ad aspettare perché al fischio finale io ero fuori di me dalla rabbia e non so come avrei reagito a un suo approccio. Mezz’ora dopo, invece, era tutto sbollito. Mi si è avvicinato col suo sorriso simpatico, mi ha dato il cinque e ha detto “ora stiamo uno a uno”.
Segno che il rigore di Doha non gli era andato giù. La decisione di Massa? Visto e rivisto credo si debba parlare di rigore borderline, una situazione in cui qualsiasi decisione non sarebbe stata scandalosa. Sono convinto però che a fischiarlo sia stato lo stadio, perché quello della Juve mette una pressione fortissima. L’acustica è stata evidentemente studiata, perché l’onda sonora che ti arriva addosso è incredibile.
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