Juve News Serie A News NAZIONALE| Capello a La Gazzetta: “Si prova senso di amarezza a non essere al Mondiale”

NAZIONALE| Capello a La Gazzetta: “Si prova senso di amarezza a non essere al Mondiale”

Stefania Palminteri
Fabio Capello non nasconde la sua amarezza per il mancato accesso dell’Italia al prossimo Mondiale. Leggiamo le sue parole a La Gazzetta dello Sport.

In un’intervista rilasciata ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Fabio Capello, parla del mancato accesso ai prossimi Mondiali dell’Italia e di tutta la sua amarezza. Di seguito le sue dichiarazioni: 

Per l’ennesima volta non saremo al Mondiale, pensare che ci saranno 48 paesi e noi no mi lascia un forte senso di amarezza”.

L’analisi della gara: Gli azzurri non mi avevano convinto già da inizio partita, si vedeva che avevano poche idee e che giocavano troppo spesso all’indietro. Siamo andati avanti grazie ad un loro errore, comunque ben sfruttato da Barella e Kean. Poi però si vedeva di essere in sofferenza e infatti c’è stato un tracollo. 

Bastoni sicuramente nell’occasione del rosso non è stato furbo, dovesse ragionare ed essere più lucido. Avrebbe dovuto aspettare e cercare di accompagnare il difensore il più possibile sul lato”.

Servivano altri tipi di difensori?Ora è facile da dire, ma posso comunque dire che Sono ci servano difensori che difendono e non solo belli da vedere. Bastoni e Calafiori, sono bravi ad inserirsi ma quando c’è da difendere soffrono di più”.

Sulle chance sprecate: “Kean è stato sfortunato, la palla gli è rimbalzata male. Dimarco ed Esposito, invece, dovevano fare meglio”.

Le scelte di Gattuso e il futuro della panchina:  “Certe sostituzioni mi hanno lasciato delle perplessità. Io Kean non lo avrei tolto, mentre Di Marco lo avrei sostituito sicuramente prima.

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Sul prossimo allenatore ci penserei con calma. Gattuso è diventato Ct meno di un anno fa, quello che ha potuto dare alla squadra in così poco tempo sono i valori, il senso d’appartenenza. E qualcosa si è visto”.

Le colpe del sistema: ”Innanzitutto qui si parla di diversi problemi. Uno parte dal basso, cioè dai settori giovanili, dove bisogna tornare a privilegiare la tecnica sulla tattica. L’altro, però, sta più in alto: spesso nei nostri club si fatica a valorizzare il talento anche quando c’è, per scelte miopi degli allenatori. Perché se andiamo a vedere, le nostre selezioni giovanili ottengono buoni risultati, ma poi i giovani faticano a imporsi”.