Bernardeschi: “Dalla critiche si impara sempre, la Champions è una competizione a parte. Ho fatto della mia passione un lavoro”

Bernardeschi: “Dalla critiche si impara sempre, la Champions è una competizione a parte. Ho fatto della mia passione un lavoro”

Le parole del numero 33 bianconero

di redazionejuvenews

TORINO – Tra i protagonisti della vittoria di martedì c’è sicuramente Federico Bernardeschi, autore del gol del provvisorio 2-0. Il numero 33, dopo tante panchine, ha finalmente potuto dimostrare le sue qualità e ha sfruttato in pieno l’occasione concessagli da Sarri. Ai microfoni di JTV, l’ex Fiorentina ha avuto modo di rilasciare una lunga intervista: “Quando sei bambino il calcio è solo un gioco, ma quando cresci capisci che può diventare un lavoro. Noi siamo fortunati, perchè abbiamo fatto della nostra passione un lavoro e mi piace tanto. Vita privata? Sono un abitudinario, prendo il caffè senza zucchero ogni giorno, poi una ricca alimentazione che è importante nel nostro campo. Bisogna dedicarsi al massimo alla propria passione, che sia il calcio o altro. I cani? Quando vado all’allenamento si arrabbiano e a volte non mi salutano neanche. Io li amo, sono buffi: quando li vedi faticano a fare tutto perchè sono molto pigri. Si godono la vita, devo stimolarli anche per uscire di casa!

Musica? Sto imparando a suonare la chitarra, ma purtroppo non ho tutto il tempo a disposizione che vorrei. Quando sento una canzone bella mi emoziono e per questo ho imparato subito a suonare i Pink Floyd.

Scaramanzia? Non credo in queste cose, mi faccio solo il segno della croce perchè sono molto credente. Anche a questo si lega la scelta del numero 33.

Pagelle? Non le leggo, credo che ogni giocatore sappia darsi un giudizio dopo una partita giocata. I complimenti fanno piacere, così come le critiche perchè possono essere costruttive.

Tatuaggi? Ne ho molti dedicati alla fede. Il primo è stato il padre nostro, poi ho due angeli che mi proteggono e armature di vecchi guerrieri.

Calcio da piccolo? Inseguivamo il pallone e chi lo aveva si trovava 10 avversari intorno. Però era calcio vero, perchè si giocava per strada. A quei tempi c’era molta più fiducia, perchè nel quartiere ci conoscevamo tutti quanti.

Emozioni? La parte più bella è l’entrata in campo, un misto di adrenalina e carica. L’entrata è un insieme di energie che si concentrano in un solo insieme: la vittoria. Un momento fantastico.

La miglior partita? Sicuramente ricordo quella di Valencia, perchè quando c’è sacrificio per i compagni è una cosa bella. La Champions è una competizione a parte, ci sono mille dettagli e sfumature. Incontri le migliori squadre d’Europa e il risultato non è mai scontato, in un secondo può cambiare tutto. Questo è il bello della Champions e per questo è così difficile da vincere. Fino alla fine forza Juventus, come sempre”. Ma attenzione perché, nel frattempo, è arrivata una notizia dell’ultim’ora che sta lasciando tutti a bocca aperta: ormai non si torna indietro, Agnelli ha preso una decisione categorica! >>>VAI ALLA NOTIZIA

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