Agnelli: “Con Sarri non si è formata alchimia. Il mondo non vede l’ora di commentare due sconfitte di Pirlo”

Il presidente della Juventus ha parlato

di redazionejuvenews
Il presidente della Juve Andrea Agnelli

TORINO – Dopo una lunga introduzione, il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa. Di seguito riportiamo le sue risposte.

Nei 360 club che avranno bisogno di aumenti di capitale ci sarà anche la Juve? Rimodulare il format in Italia è un tabù?
“No, grazie all’aumento di capitale di gennaio la struttura è solida e ci pone in una condizione di forza patrimoniale. Non credo ci sia l’esigenza della rimodulazione sia perché una competizione che inizia in un modo debba finire nello stesso sia perché il protocollo che ci siamo dati se applicato correttamente è sufficiente per permetterci di finire la stagione senza intoppi. Basta essere diligenti nell’applicazione”.

Nei ringraziamenti non ha mai citato Sarri…
“Intanto di Maurizio ho un ottimo ricordo come persona. Ho scoperto una persona colta, con diversi interessi al di là del calcio che vive in maniera coinvolgente e sono estremamente felice che abbia vinto questo scudetto con noi. All’interno dello spogliatoio si deve formare un’alchimia, con Maurizio non si è formata. Io stesso ho indicato che fosse lui a portare la coppa dello scudetto al museo e verrà ricordato come un allenatore vincente della Juventus”.

Vi dovrete ricalibrare economicamente?
“Con gli altri abbiamo discusso sulla ricalibrazione degli investimenti e delle retribuzioni. Il Real Madrid quest’anno non ha comprato un solo giocatore, quello a cui bisogna ricorrere in assenza di risorse è l’aumento della creatività. Bisogna investire sui talenti senza trascurare la competitività della Juventus che vuole vincere in Italia e rimanere competitiva in Europa”.

La posizione di Paratici? Ha paura di un nuovo lockdown?
“Fabio e Federico hanno contratto in scadenza a giungo. Ma tutti quelli che hanno contratti federali solo in scadenza al 30 giugno. Con Fabio e Pavel abbiamo parlato di ragionare a medio lungo periodo. Spesso mi è capitato di vedere casi mediatici, io non ho nessun tipo di segnale. Fabio, Pavel e Fede godono della mia piena fiducia e loro mi hanno dato testimonianza di voler restare qui e assieme a loro nei prossimi mesi andremo ad affrontare le sfide che abbiamo di fronte. Io non sono un virologo, devo dire che se osservo il comportamento degli italiani devo dire che siamo stati un popolo eccezionale. Se capiterà di dovremo attenere perché non ci possiamo permettere il collasso delle strutture sanitarie. Se sarà il caso tutti quanti noi ci troveremo ad affrontare una situazione che sarà complessa. Dobbiamo dare massimo supporto a chi deve prendere queste decisioni”.

Puoi essere più preciso su come cambiano le mansioni di Paratici e Cherubini? In un futuro prossimo è previsto un dirigente in più in arrivo dall’esterno?
“Questo è stato un lavoro aziendale con estrema chiarezza della responsabilità di ognuno. Federico ha tutta le gestione aziendale della parte sportiva, dai centri d’allenamento. Fabio è responsabile di prima squadra e area sportiva. Sì è previsto l’arrivo di dirigenti apicali ma non nell’area sportiva”.

Ci sono richieste che vuole fare a istituzioni per ripartire?
“Non abbiamo richieste particolari, il problema principale sono gli stadi. Ma l’aumento degli spettatori deve essere fatto con responsabilità. Il nostro compito è quello di attenerci alle disposizioni che ci vengono date senza fare fughe in avanti. Questa è una voce che manca ai tutti club europei, ma dobbiamo avere la sensibilità di capire la situazione. Da tifoso manca l’ambiente da stadio”.

L’allenatore viene giudicato per i risultati europei?
“Alla Juventus è così da sempre. Voi però date troppo per scontata la vittoria del campionato italiano. Noi continuiamo a lavorare per quello che è il nostro principale obiettivo che è vincere in Italia e provarci in Europa. Ma non sempre se non si vince in Europa è un problema”.

Un giudizio alle prime settimane di Pirlo?
“Io ho la sensazione che il mondo che ci circonda non vede l’ora di giudicare un paio di sconfitte. Quello che è mancato a Pirlo che abbina l’assenza di precampionato e il debutto assoluto su una panchina, la nostra responsabilità sarà quella di accompagnare il suo percorso iniziale. CI saranno ostacoli e il mondo non vede l’ora di colpire tutta la Juventus. Lo staff penso che sia il primo moderno che vedo, ognuno si muove con la consapevolezza. Tra dieci anni sarà lo staff ideale”.

Bisogna semplicemente tamponare in questo momento complicato? I tifosi in questo momento si sentono accerchiati, pensa sia solo per le vittorie continue?
“All’interno del paniere si possono sviluppare opportunità che al momento non ci sono. I grandi brand quando si arriverà lì potranno trarre beneficio, ma a brevissimo termine bisogna essere duro. L’accerchiamento? Questa è un’abitudine per il tifoso juventino…”.

La decisione del Giudice Sportivo?
“Questa è una vicende dove noi siamo collaterali. Questo è qualcosa tra il Napoli e gli organi di giustizia, è qualcosa che non ci tocca”.

Crede che la Lega sia matura per un passaggio a una concessione simile a quella di cui si tratta?
“No non c’è stato un ingresso di fondi. La Lega ha dato un mese di tempo per analizzare la proposta di Cvc. In questo mese ci saranno ancora tanti approfondimenti in merito e tanto lavoro. Personalmente auspico che questo lavoro porti all’ingresso di un terzo soprattutto su una parte di gestione. Io frequento più o meno volentieri da dieci anni via Rosellini e in questi anni non è cambiato niente. Chiaro che auspico l’ingresso di Cvc di cui se noi fossimo persone normodotate non avremmo bisogno per sviluppare il nostro business”.

Pensa si debba rimodulare l’impegno delle Nazionali? Avreste preferito che Ronaldo fosse rimasto qui?
“Si deve ragionare a lungo periodo. A marzo durante il lockdown noi club urlavamo necessità di spostare l’Europeo e l’ha fatto per permetterci di completare le competizioni”.

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