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Tredici gol annullati dal Var: rabbia dei tifosi e silenzio che fa discutere

Riccardo Focolari
Una stagione non semplice per la Juventus in termini realizzativi, con il VAR che non ha aiutato i bianconeri.

Una stagione segnata dalle decisioni al monitor

Il dato che fa discutere è uno solo: tredici gol annullati dal Var in una sola stagione. È il numero che accompagna il cammino della Juventus e che ha acceso una protesta sempre più rumorosa tra i tifosi, convinti che episodi del genere abbiano inciso in modo pesante sulla classifica. Gli ultimi due casi, quelli che hanno fatto esplodere definitivamente il malcontento, sono arrivati contro la Fiorentina. Si tratta delle decisioni arrivate dopo le reti di Dušan Vlahović e Weston McKennie, entrambe invalidate dopo revisione. Sui social il sentimento è unanime. «Credo non sia necessario dire che ad ogni giocata interpretativa gli arbitri decideranno sempre contro la Juventus, il motivo ognuno pensi ciò che vuole», scrive un tifoso. Un altro aggiunge: «L’unica soluzione è che la Juve debba costruire una squadra più forte anche delle decisioni arbitrali». A colpire non è solo la quantità degli episodi, ma anche l’atteggiamento dei giocatori in campo. «Nessuno dei nostri che protesta o inizia a fare casino. Io non me ne capacito», è uno dei messaggi più condivisi. Il confronto con il passato è inevitabile e molti citano figure come Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci e Mario Mandžukić, simboli di una Juventus che non lasciava nulla al caso nelle proteste.

Dal primo Var contro il Cagliari al caso Milik

Il paradosso, per molti, è che il “battesimo” del VAR sia avvenuto proprio in una partita della Juventus. Era una sfida contro il Cagliari quando l’arbitro Fabio Maresca fermò il gioco per rivedere un contatto tra Alex Sandro e Čop, assegnando un rigore poi parato da Gianluigi Buffon. Da allora, secondo i tifosi, la storia è stata costellata di episodi controversi. Il più citato resta il gol annullato a Arkadiusz Milik contro la Salernitana nel 2022, con la posizione di Antonio Candreva che teneva in gioco l’attaccante ma non fu considerata nella revisione. «Il protocollo cambia a seconda di chi lo applica e di chi è in campo. Le chiamano interpretazioni», si legge in un altro commento. C’è anche chi prova a quantificare i danni: «Siamo convinti che almeno dieci punti siano stati persi per decisioni avverse». Un numero impossibile da certificare, ma che rende l’idea del clima che si respira.

Protesta social e accuse alla squadra

La rabbia non è rivolta soltanto agli arbitri. Una parte della tifoseria punta il dito contro la squadra e contro la società. «I nostri calciatori non dicono niente, non vanno dall’arbitro come fanno tutti», scrive qualcuno. Un altro ipotizza: «Secondo me è un ordine della società di non protestare». C’è chi chiama in causa direttamente Luciano Spalletti: «Alla prossima riunione con l’AIA deve chiedere spiegazioni per questi falli di spinta con due pesi e due misure». E ancora: «Sogno che tutti questi episodi vengano sintetizzati in un documento e mostrati apertamente dalla Juve». In mezzo a tutto questo, resta la sensazione di una squadra che, oltre alle difficoltà tecniche, si trova a convivere con un clima di sfiducia generale. «È vero siamo scarsi, ma ci sono stati troppi errori», conclude un tifoso. Un mix di frustrazione e rassegnazione che racconta più di qualsiasi statistica il momento che sta vivendo l’ambiente bianconero.