Tacchinardi indica la strada: “Yildiz può trascinare la Juve, si riparte da Spalletti”
Alessio Tacchinardi ha analizzato le prospettive della Juventus in vista della nuova stagione. L’ex centrocampista bianconero, intervenuto ai microfoni di Tuttosport, ha indicato i giocatori dai quali si aspetta maggiormente un salto di qualità, soffermandosi anche sul lavoro di Luciano Spalletti e sui nuovi innesti della rosa.
Per Tacchinardi, uno dei protagonisti più attesi sarà soprattutto Kenan Yildiz, chiamato a diventare un punto di riferimento ancora più importante per la squadra.
Tacchinardi: “Mi auguro la consacrazione di Yildiz”
L’ex bianconero ha spiegato: “Quest’anno mi auguro arrivi la consacrazione di Yildiz. Purtroppo nella scorsa stagione – e anch’io ne ho sofferto – ha avuto quel problema al ginocchio: è una patologia per cui fai fatica ad allenarti, ne risentono le prestazioni”.
Tacchinardi ha aggiunto: “L’abbiamo visto anche al Mondiale. Averlo fresco e sano farebbe la differenza. Un Yildiz a posto può essere un grande trascinatore per questa squadra”.
“La certezza è Spalletti”
Secondo l’ex centrocampista, la principale certezza dalla quale ripartire è la presenza di Luciano Spalletti in panchina: “La certezza è sicuramente il mister: stavolta partirà dall’inizio dopo tanti mesi di lavoro con la squadra”.
Tacchinardi ha poi riconosciuto gli sforzi della società sul mercato: “Complimenti comunque alla società: manca forse un centrocampista, ma stanno facendo sforzi economici non banali, considerate pure le difficoltà sugli esuberi. Hanno voglia di farci rivivere una Juventus vincente e non si può non ripartire da Spalletti”.
Alajbegovic e Lucumí le possibili sorprese
Tra i nuovi volti della Juventus, Tacchinardi ha indicato anche alcuni giocatori che potrebbero sorprendere nel corso della stagione: “La sorpresa può essere Alajbegovic: è giovane, scaltro, smaliziato. Può essere una bella freccia a partita in corso”.
Ma l’ex bianconero ha posto l’accento soprattutto su Jhon Lucumí: “Non è più un ragazzino alle prime armi, ma dà quel veleno a una difesa che manca in questo fondamentale. Sono convinto che possa mettere fisicità e cattiveria, però pure quella ‘antipatia’ lì, come l’avevamo noi, e penso a Conte e Montero. In questo calcio inizia a mancare”.
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