Spalletti in conferenza: “Voglio rimettere la Juventus sulla carreggiata”
Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Napoli. L'allenatore bianconero ha parlato del momento della squadra, della necessità di reagire dopo le ultime difficoltà e dell'importanza di ritrovare la giusta mentalità. Diversi i temi affrontati, dal ritiro alla fiducia della società, fino al rapporto con Massimiliano Allegri.
Il messaggio ai tifosi e la voglia di riscatto
Gli auguri per il compleanno bianconero – “Auguro alla Juve di vedere i pensieri e le speranze dei tifosi. Auguro di vedere una squadra che raccoglie tutte quelle cose che i tifosi meritano di avere a disposizione. C'è solo un modo e una strada per vincere le partite: avere più voglia degli altri, le altre portano a perdere”.
Le caratteristiche richieste in attacco – “Sicuramente ci vuole una squadra che abbia un equilibrio. Andremo a giocare una partita difficilissima, che ci impegnerà in tutte le zone del campo e in tutte le fasi di gioco. Non ci sarà un pezzo di campo che bisogna temere e un altro dove si può risolvere la situazione. Non ci sarà tempo per individuare in quale spazio decidere le sorti della gara, non ci sarà tempo per le riunioni di squadra su cosa fare. Bisogna avere un equilibrio dinamico in campo. Zhegrova e Boga titolari? Anche se non giocano dall'inizio entreranno dentro la partita, bisogna lasciarci la possibilità di avere uno spunto da una parte e uno dall'altra. C'è chi giocherà e chi sarà pronto a subentrare”.
Il confronto con Allegri – “Mi piacerebbe avere Max nella panchina vicina, a fine partita lo cercherò perché è un grande amico e un grande allenatore. Siamo in presa d'atto di quello che deve essere l'atteggiamento deciso, risoluto, per far qualcosa di diverso rispetto all'ultima partita, soprattutto all'inizio. Ci vuole qualcosa che sia infrangibile dal punto di vista di testa: i muscoli possono calare di forza, subire qualcosa, ma alla testa non gli è permesso. Da lì si ricreano le cose, i presupposti, per ribaltare qualsiasi momento di sport e di vita”.
Il ritiro, la fiducia della società e gli obiettivi
Il bilancio del percorso in bianconero – “Mi resta tutto quello che è stato il percorso fatto, che attualmente non ci vede soddisfatti. Ci sono successe delle cose che ci hanno creato delle difficoltà e voglio ribaltare questo momento qui. Io e la squadra vogliamo rimettere la Juventus sulla carreggiata perché viviamo e lavoriamo per quello. Pensiamo soprattutto a quello. Dobbiamo conquistare il rispetto che molti ci hanno tolto e nasce da una convinzione mentale, senza andarlo a chiedere a nessuno. Voglio che succeda questo”.
La scelta del ritiro – “Quando le cose vanno bene continuo a sostenere che il ritiro appesantisca e non porti dei vantaggi. Ci son calciatori che vengono da soli in ritiro. Quando le cose non vanno bene è uno strumento utile, in via eccezionale, per stare insieme. Quando ho momenti in cui sono poco felice o non felice del periodo che sto attraversando, mi viene più voglia di stare con i miei a casa e fare delle cose con i miei cani, con i miei familiari. Fare una cena con gli amici più stretti che non ti gireranno mai le spalle. In questo momento qui, ha lo stesso senso: questi calciatori qui stanno bene insieme, sono amici, si vogliono bene. Amano condividere molto delle giornate che passano, penso ci possa essere lo stesso coinvolgimento emotivo che ti va poi a ritrovare quell'autorità silenziosa che ti ridetermina il rispetto delle persone. Tu lo devi fare in maniera silenziosa, profonda, quasi una preghiera con te stesso o con chi ti ama vicino. Tu fai riparlare di te nella maniera corretta”.
La posizione nei confronti della società – “Domanda un po' provocatoria… Io da un punto di vista mio non è che poi in fondo abbia bisogno di tante cose. Non ho bisogno di essere ovattato, avere dei discorsi. Sono abituato a tanti momenti vissuti in carriera, carichi e incredibili di difficoltà. Non ho bisogno di niente, solo della reazione della squadra che devo riuscire a far trovare. Non chiedo cose impossibili ai miei calciatori, solo cose che hanno nelle loro corde e possibilità. Ho voglia di vincere le partite. Se qualcuno pensa che io abbassi o arretri di un pezzettino del mio lavoro, del mio obbligo, della mia ricerca, gli conviene cominciare ad aspettarsi qualcosa di diverso. Qualsiasi siano i risultati da qui in avanti”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA