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Pogba racconta la sua Juve: spogliatoio, Conte, Chiellini e Pirlo

Riccardo Focolari
Paul Pogba è tornato a parlare della sua carriera, e in particolare dei suoi anni fantastici alla Juve, raccontando aneddoti e insegnamenti.

Le parole di Paul Pogba riportano indietro nel tempo, agli anni vissuti con la maglia della Juventus. Nel podcast con Rio Ferdinand, il centrocampista francese ha ripercorso ricordi, episodi e insegnamenti che hanno segnato la sua esperienza bianconera.

“Lo spogliatoio era pazzesco”: il ricordo della finale di Champion

Nel podcast, Pogba è tornato più volte con la memoria alla Juventus. “Lo spogliatoio della Juventus era pazzesco”, ha detto, spiegando quanto quel gruppo lo abbia segnato. Poi il flash sulla finale di Champions contro il Barcellona: “Durante quella partita ho pensato: questa squadra è incredibile. Mi sentivo molto a mio agio alla Juventus”. Un ricordo che, nelle sue parole, restituisce l’idea di una squadra compatta, piena di personalità e qualità, capace di arrivare fino all’ultimo atto europeo. Ha inoltre sottolineato come l’ambiente torinese gli avesse dato serenità e fiducia fin dai primi mesi.

L’incontro con Conte: “Mi ha messo davanti ai nomi e mi ha chiesto se potevo starci”

Tra i passaggi più intensi, Pogba ha raccontato il primo incontro con Antonio Conte: “Prima di firmare ho incontrato segretamente Conte. Il modo in cui mi ha parlato è stato pazzesco. Mi ha messo a centrocampo con Asamoah, Vidal, Marchisio e mi ha chiesto: ‘Pensi di poter giocare qui?’”. La risposta fu immediata. “Io ho pensato sì, e lui mi ha detto che era tutto”. Pogba ha ricordato anche l’inizio non semplice: “Stavo in panchina e in tribuna, il calcio era diverso”. Fino alla svolta: “Dopo una partita mi ha chiesto se fossi pronto. Poi quando sono entrato e ho segnato contro il Napoli è cambiato tutto. All’inizio giocavo da 6, poi mi ha spostato più avanti. Mi piaceva il fuoco che mi dava, mi metteva grinta”.

Pirlo e Chiellini: “Quando sbagliavo mi dicevano di restare nella mia zona”

Pogba ha speso parole importanti per i suoi compagni più esperti: Andrea Pirlo è come una Rolls Royce. Puoi solo imparare da uno così. E su Giorgio Chiellini: “Quando sbagliavo, loro mi dicevano di non preoccuparmi e di stare nella mia zona”. Un insegnamento continuo: “Ho imparato a fare gli scatti giusti, a stare al mio posto”. Ha parlato anche dello sfissiante metodo di lavoro: “Alla Juventus ogni settimana si allenava la tattica. Undici contro zero quasi tutti i giorni. Tutti sapevano esattamente cosa fare. Poi un aneddoto: “Pirlo una volta perse due palloni pericolosi e continuava a chiedermi la palla. Questo mi ha colpito tantissimo”.

Extra Juventus: Mourinho, lo United e l’elogio a Bruno Fernandes

Parlando del Manchester United, Pogba ha spiegato: “Con José Mourinho l’allenamento era opposto. Dovevi risparmiarti in settimana per dare tutto in partita”. Poi l’autocritica: Sono sicuro che avrei dovuto fare di più. Chiusura con un elogio deciso a Bruno Fernandes: “Se lo metti nel City finisce tra i primi tre del Pallone d’Oro. I calciatori sanno che è un top player”. Un giudizio netto, che completa un’intervista ricca di ricordi, soprattutto bianconeri.