Con il ritorno di Milik e Vlahovic, Spalletti aveva trovato nuove soluzioni. Ora resta il solo David, con Openda indietro nelle gerarchie.

Un reparto decimato e l’obiettivo Champions da blindare

Alla Continassa si è passati in pochi giorni da uno spogliatoio affollato a un’infermeria improvvisamente piena. La Juventus deve fare i conti con una vera e propria emergenza offensiva proprio nel momento più delicato della stagione. Per Luciano Spalletti, però, non esistono alibi. La qualificazione alla prossima Champions League resta un obiettivo da “acchiappare” a tutti i costi, anche con un attacco ridotto all’osso. Il rendimento del reparto avanzato non è stato all’altezza delle aspettative per gran parte del 2025-26, ma ora la priorità è trovare soluzioni immediate. Domenica sera, contro il Bologna, servirà una Juventus capace di sopperire alle assenze con organizzazione e spirito di adattamento, perché il quarto posto passa anche dalla capacità di reinventarsi in emergenza.

Dusan Vlahovic e Arek Milik

Milik e Vlahović fuori: resta il solo David come riferimento centrale

Le notizie peggiori arrivano dall’infermeria. Arkadiusz Milik ha chiuso in anticipo la stagione per una lesione di medio grado al bicipite femorale della coscia destra, emersa dopo gli esami al J Medical. Un’annata sfortunata, la sua, con appena due presenze e nessun gol. Non sarà della partita nemmeno Dušan Vlahović, fermato a Pasquetta da una lesione di basso grado al soleo del polpaccio sinistro: il suo rientro è previsto tra una o due settimane. In questo scenario, l’unico vero centravanti a disposizione resta Jonathan David. I suoi sette gol stagionali sono pochi rispetto alle attese, ma nelle ultime gare è tornato al centro del progetto tecnico. Diverso il discorso per Loïs Openda, ormai ai margini: a secco da prima di Natale, con due sole reti in stagione e pochissimo spazio nelle recenti uscite. Toccherà dunque a David reggere il peso dell’attacco, ritrovando incisività proprio quando la squadra ne ha più bisogno.

Boga jolly offensivo, Yildiz da gestire con cautela

Se al centro le opzioni scarseggiano, sugli esterni Spalletti prova a pescare energie e soluzioni alternative. L’impatto di Jérémie Boga è stato positivo, con quattro reti che ne certificano l’utilità come arma tattica capace di accentrarsi e creare superiorità. Più delicata la situazione di Kenan Yıldız, alle prese con un’infiammazione al ginocchio sinistro. Il turco sta seguendo un programma personalizzato e lo staff filtra ottimismo per un rientro in gruppo a breve, ma senza forzature che possano generare ricadute. Spalletti sa di non poterne fare a meno, ma deve dosarne l’impiego con grande attenzione. In un attacco che vede la porta con difficoltà, la qualità e l’imprevedibilità di Yıldız diventano fondamentali, così come la capacità di Boga di muoversi su tutto il fronte offensivo.

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