Juventus, senza Champions anche Yildiz è a rischio: sirene dal Real Madrid
Comolli in bilico, Spalletti unico punto fermo
Un pomeriggio di inizio maggio ha cambiato il clima attorno alla Juventus. Il pareggio contro l’Hellas Verona, squadra già retrocessa, ha trasformato una tappa che doveva essere di routine in un passaggio carico di tensione. La qualificazione alla Champions League, obiettivo minimo stagionale, non è più una formalità. E con essa si riaprono scenari che toccano l’assetto dirigenziale e le strategie future. In caso di mancato quarto posto, l’unico vero punto fermo resterebbe Luciano Spalletti. Il tecnico è stato scelto per un progetto biennale e la proprietà non intende rimettere in discussione la guida tecnica. Diverso il discorso per Damien Comolli, oggi direttore generale e amministratore delegato: dopo meno di un anno, finire fuori dall’Europa che conta darebbe un peso diverso a ogni scelta di mercato, trasformando errori gestibili in responsabilità difficili da ignorare agli occhi di John Elkann. L’idea non è quella di avviare l’ennesima rivoluzione ai vertici, ma una chiusura di stagione senza Champions aprirebbe inevitabilmente riflessioni profonde.
Senza Champions cala l’appeal: Chiellini figura chiave
Restare fuori dalle prime quattro significherebbe anche perdere attrattività sul mercato. Un tema concreto, non teorico. Profili di alto livello, come Alisson e Bernardo Silva, difficilmente prenderebbero in considerazione un progetto privo della vetrina europea più prestigiosa. La sola presenza di Spalletti non basterebbe a colmare quel vuoto. In questo contesto prenderebbe ancora più peso la figura di Giorgio Chiellini, destinato ad avere un ruolo sempre più centrale nelle scelte strategiche immediate. Anche l’aspetto economico non è secondario: nella scorsa partecipazione europea, la Juventus ha incassato cifre molto rilevanti dal percorso continentale. Rinunciare a quelle entrate significherebbe dover ricalibrare piani, obiettivi e probabilmente anche il monte ingaggi, con conseguenze a catena sulla rosa.
Yildiz nel mirino del Real e il destino dei big
Il rischio più evidente riguarda i talenti più ambiti. Kenan Yildiz è un nome che piace molto al Real Madrid, club guidato da Florentino Pérez. Senza Champions, resistere a corteggiamenti di questo livello diventerebbe più complicato, anche per un giocatore molto legato all’ambiente. Ma non c’è solo Yildiz. Le evoluzioni di Francisco Conceição, l’interesse costante per Gleison Bremer e la crescita di Khephren Thuram sono monitorate all’estero. Anche il futuro di Dušan Vlahović resterebbe in bilico: il rinnovo è un tema aperto e l’assenza dell’Europa che conta potrebbe incidere sulle sue valutazioni. Un semplice pareggio, a questo punto della stagione, rischia di avere effetti molto più profondi di quanto sembri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA