Juventus, i precedenti con Mariani tra polemiche e ricordi incrociati
Un bilancio favorevole e i tre incroci con il Bologna
Sono ben 23 i precedenti tra l’arbitro Maurizio Mariani e la Juventus, con un bilancio complessivamente positivo per i bianconeri: 15 vittorie, 5 pareggi e appena 3 sconfitte. Numeri che raccontano una certa continuità di risultati quando a dirigere le gare della Juve c’è il fischietto laziale. Tra queste partite spiccano anche tre confronti contro il Bologna, un dato curioso che torna d’attualità in vista del nuovo incrocio. Il primo risale al 2017, quando allo Stadium finì 3-0 per i bianconeri in una gara mai realmente in discussione. Nel ritorno, al Dall’Ara, la Juve si impose 2-1 grazie alle firme di Dybala e Kean. L’ultimo precedente contro i rossoblù con Mariani in campo è datato 2018, con un altro successo casalingo per 2-0. Sarà dunque il quarto confronto tra Juve e Bologna diretto dal direttore di gara di Aprilia, a distanza di otto anni dall’ultima volta. Un elemento statistico che aggiunge un filo narrativo in più a una sfida già sentita, riportando alla memoria episodi e partite che hanno segnato precedenti stagioni.Il caso del gol annullato a Conceição in Udinese-Juve
Tra gli episodi più recenti che hanno coinvolto Mariani e la Juventus c’è quanto accaduto in Udinese-Juventus di poche settimane fa. Nel secondo tempo, Francisco Conceição controlla il pallone in area e calcia verso la porta battendo Okoye. Sulla traiettoria si trova Koopmeiners, in posizione di fuorigioco, ma secondo Mariani l’olandese non interferisce con l’azione e inizialmente convalida la rete. Dalla sala VAR, però, arrivano valutazioni differenti: gli assistenti al video richiamano l’arbitro all’On Field Review dopo un’analisi accurata da più angolazioni. Anche davanti al monitor, Mariani appare inizialmente convinto della sua lettura, sostenendo che il movimento di Koopmeiners sia successivo al tiro. Il VAR insiste, sottolineando la vicinanza del pallone e i parametri di punibilità previsti dal regolamento. Alla fine, il direttore di gara cambia decisione e annulla il gol. Un episodio che ha fatto discutere tifosi e addetti ai lavori, evidenziando ancora una volta quanto sia sottile il confine interpretativo nelle situazioni di fuorigioco attivo e quanto il confronto tra campo e tecnologia possa incidere sulle scelte finali.
Le polemiche di Napoli-Juve e l’ammonizione a Vlahović
Non meno discusse furono alcune decisioni prese da Mariani in Napoli-Juventus. Già al 2’ una trattenuta in area di Cambiaso su Kvaratskhelia fece infuriare i partenopei, convinti che ci fossero gli estremi per il rigore. Nella ripresa, all’85’, il direttore di gara assegnò invece un penalty al Napoli dopo revisione al VAR. Osimhen sbagliò dal dischetto, ma Raspadori fu il più rapido sulla ribattuta, firmando il gol decisivo. Restano dubbi anche sull’ammonizione inflitta a Vlahović al 18’, giudicata severa dallo staff bianconero. Mariani motivò il cartellino con una somma di falli precedenti su Kvaratskhelia, spiegazione che non convinse né i giocatori né l’allenatore, con il serbo poi squalificato perché diffidato. Una direzione di gara che lasciò strascichi polemici e che viene ancora oggi ricordata come una delle più controverse nei recenti incroci tra Juve e Napoli.
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