Juventus, Oboavwoduo si racconta: “Qui per crescere e arrivare in alto”
Nuovo appuntamento con We Are Youth | Il talento del mese, il format della Juventus dedicato alla scoperta dei giovani della Next Gen e del settore giovanile bianconero. Il protagonista di questo mese è Justin Oboavwoduo, talento che ha già avuto modo di affacciarsi alla prima squadra e di vivere l’emozione dell’esordio in Serie A.
Oboavwoduo e la passione per il calcio
Il rapporto con il pallone è iniziato molto presto, già durante gli anni dell’asilo. Oboavwoduo ha raccontato di aver cominciato quasi per caso, giocando durante la ricreazione, fino a quando la sua maestra si accorse delle sue qualità e ne parlò con la famiglia.
Da quel momento il calcio è diventato una presenza costante nella sua vita: “Il ricordo più lontano che ho di me da bambino è legato proprio al calcio. Giocavo continuamente e quella passione è diventata presto parte della mia quotidianità”.
Fondamentale, nel suo percorso, anche il sostegno della famiglia, che ha compiuto numerosi sacrifici per accompagnarlo agli allenamenti e alle partite: “Eravamo quattro figli e tutti molto attivi nello sport. I miei genitori hanno dovuto organizzarsi tra lavoro, allenamenti e partite. Senza il loro aiuto non sarei arrivato dove sono oggi”.
Dall’esperienza a Manchester alla Juventus
Prima di approdare a Torino, Oboavwoduo ha avuto modo di formarsi a Manchester, dove ha imparato a curare in maniera particolare la crescita individuale.
“Lavoravamo molto sui singoli aspetti da migliorare e su quelli nei quali eravamo già forti, con l’obiettivo di trasformarli in punti di forza ancora maggiori. Questo approccio mi ha aiutato a costruire le basi tecniche e a sviluppare una buona comprensione del gioco”.
Il trasferimento alla Juventus ha rappresentato però una nuova sfida, anche lontano dal campo. “La lingua è stata una delle difficoltà principali, perché non conoscevo l’italiano. Inoltre era la prima volta che vivevo distante dalla mia famiglia e dovevo occuparmi da solo anche delle cose più semplici della quotidianità”.
La scelta della maglia bianconera
L'opportunità di vestire la maglia della Juventus ha però cancellato rapidamente ogni dubbio. Oboavwoduo ha spiegato di non aver avuto difficoltà a scegliere Torino quando ha capito quanto il club credesse nelle sue potenzialità.
“La Juventus è una delle società più importanti d’Italia e ha una storia enorme. Quando ho capito che mi voleva davvero e che aveva un progetto preciso per la mia crescita, la scelta è stata naturale. È stato un momento di grande orgoglio e felicità per me e per tutta la mia famiglia”.
Le caratteristiche e l’idolo Mbappé
Il giovane bianconero ha poi descritto il proprio modo di interpretare il calcio, evidenziando velocità e capacità nell’uno contro uno.
“Mi piace avere il pallone, combinare con i compagni e cercare la giocata. La velocità è una delle mie caratteristiche e penso di poter essere pericoloso soprattutto nelle transizioni. Mi piace dribblare, creare occasioni, segnare e fornire assist”.
Tra i giocatori che osserva maggiormente c’è Kylian Mbappé, scelto come riferimento per le sue qualità offensive: “È un giocatore che mi piace molto, perché sa essere pericoloso in diverse zone del campo e può ricoprire posizioni simili a quelle nelle quali gioco anch’io”.
Il rapporto con la prima squadra
Il passaggio alla prima squadra gli ha permesso di confrontarsi quotidianamente con giocatori di maggiore esperienza. Oboavwoduo ha ricordato soprattutto i primi test fisici e il periodo di preparazione estiva.
“Il primo giorno è stato molto impegnativo, soprattutto per i test fisici. Trascorrere tanto tempo con la squadra, però, mi ha permesso di conoscere meglio i compagni e di farmi conoscere. La pre-season è stata importante per capire cosa vuole l’allenatore e per continuare a crescere”.
Tra i suoi punti di riferimento nello spogliatoio ci sono Pierre Kalulu e Weston McKennie. Il difensore francese lo aiuta soprattutto durante gli allenamenti: “Giochiamo spesso uno contro l’altro e mi dà consigli importanti, spiegandomi cosa può mettere in difficoltà un difensore. McKennie, invece, è una persona molto divertente e con lui posso comunicare anche in inglese”.
Il primo gol e l’esordio in Serie A
Uno dei momenti più emozionanti vissuti finora è stato il primo gol con la Juventus. “Segnare con questa maglia mi ha dato un’enorme soddisfazione. Entrare in campo e riuscire a incidere per aiutare la squadra è stato bellissimo. Dopo la partita ho sentito la mia famiglia ed erano tutti felicissimi”.
Poi è arrivato anche il debutto in Serie A, un momento che il giovane talento difficilmente dimenticherà.
“È stato speciale, anche se il risultato finale ha lasciato un po’ di amarezza. Esordire in Serie A con la Juventus e sentire la fiducia di Spalletti in un momento delicato è qualcosa che porterò sempre con me. Spero che sia soltanto l’inizio di tante altre presenze”.
Prima di entrare in campo, il tecnico bianconero gli aveva chiesto soprattutto di giocare senza paura: “Mi ha detto di divertirmi, puntare l’avversario, cercare il dribbling e attaccare il terzino. Voleva darmi tutta la fiducia possibile”.
Al termine della partita, il primo pensiero è stato ancora una volta per la famiglia: “Ho scritto subito ai miei genitori. Avevano seguito la partita aspettando il mio ingresso ed erano felicissimi per me, cercando anche di tirarmi su dopo il risultato”.
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