Juventus, stop dal vivaio: nessun esordio dopo 12 anni dalla Next Gen
Una stagione senza debutti
La stagione appena conclusa ha lasciato un dato che fa riflettere in casa Juventus. Per la prima volta dopo dodici anni consecutivi, infatti, nessun giocatore proveniente dal vivaio ha esordito in prima squadra. Un dato che sorprende ancora di più considerando gli investimenti effettuati negli ultimi anni sul progetto Next Gen. La società bianconera è stata la prima in Italia a credere concretamente nel modello della seconda squadra. L’obiettivo era chiaro: creare un percorso diretto tra settore giovanile, calcio professionistico e prima squadra. Negli ultimi anni questo sistema ha prodotto risultati importanti. Diversi giovani sono diventati protagonisti in Serie A oppure hanno generato plusvalenze utili a finanziare il mercato. Per questo motivo, l’assenza totale di esordi rappresenta un elemento che inevitabilmente apre riflessioni. Il problema non riguarda soltanto il presente. Il rischio principale è interrompere quel percorso virtuoso che ha consentito alla società di valorizzare talenti e creare nuove risorse economiche. La situazione appare ancora più particolare considerando che la qualità complessiva della rosa è diminuita rispetto ad alcune stagioni precedenti. Eppure nessuno è riuscito a trovare spazio.
Convocazioni senza minuti
Durante la stagione diversi giovani hanno comunque respirato l’ambiente della prima squadra. Alcuni sono stati convocati, altri hanno partecipato agli allenamenti, ma nessuno è riuscito a esordire ufficialmente. Tra i nomi coinvolti figurano Raffaele Huli, Niccolò Rizzo, Riccardo Radu, Simone Scaglia, Stefano Mangiapoco e Pedro Felipe. Tutti hanno vissuto da vicino l’atmosfera della prima squadra. Nessuno, però, ha avuto la possibilità di entrare in campo. Il risultato è che il passaggio tra Next Gen e calcio dei grandi è rimasto incompleto. Questa situazione alimenta alcuni dubbi anche sul percorso di crescita dei giovani più promettenti. Il calcio moderno richiede visibilità, esperienza e continuità. Senza minuti diventa più difficile sviluppare valore tecnico ed economico. Alcuni esempi recenti aiutano a capire meglio il problema. Fabio Miretti, per esempio, ha costruito parte della propria crescita proprio grazie alle prime opportunità ricevute anni fa. Anche il caso di Tarik Muharemovic viene osservato con attenzione. Il difensore lasciò Torino senza mai esordire e oggi viene considerato con maggiore interesse rispetto al passato.
Dodici anni dopo serve riaprire il percorso verso la prima squadra
L’ultima stagione senza esordi dal vivaio risaliva al 2013-2014. Negli anni successivi, invece, il flusso non si era mai interrotto. Da Moise Kean a Kenan Yildiz, passando per Nicolò Fagioli, Matias Soulé, Nicolò Savona, Samuel Mbangula e molti altri, ogni stagione aveva portato almeno un nuovo volto. A volte si trattava di pochi minuti. Altre volte di occasioni più importanti. Il significato, però, rimaneva sempre lo stesso: la Juventus premiava il proprio settore giovanile e alimentava il collegamento con la Next Gen. Ora la speranza della società è che questo percorso possa riattivarsi rapidamente. Già dal prossimo raduno estivo potrebbero comparire nuovi volti. L’obiettivo, però, sarà evitare che restino soltanto presenze simboliche. Perché la Next Gen continua a rappresentare uno dei patrimoni più importanti del club. Non valorizzarla rischia di trasformarsi in un costo molto più grande di quanto possa sembrare.
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