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Juventus, Locatelli rivela: “Essere il capitano un’emozione unica”

Stefania Palminteri
Il centrocampista bianconero ha raccontato il suo rapporto con la città di Torino e il suo orgoglio nell’essere il capitano della Juventus.

Il capitano della Juventus Manuel Locatelli, in un’intervista concessa al canale YouTube della Lega Serie A, ha parlato della sua carriera e di cosa vuol dire indossare la fascia da capitano della Vecchia Signora. Di seguito le sue dichiarazioni.

LA CARRIERA: “Gioco a calcio da quando ho 3 anni e giocavo all’oratorio. È parte del mio cuore e della mia vita. Ho iniziato al Pescate dove mi allenava mio padre e giocavo con mio fratello, poi sono andato all’Atalanta. Dopo sono andato al Milan dagli 11 anni fino ai 19, dopo sono diventato grande e sono andato al Sassuolo per 3 anni e poi alla Juve”.

LA CITTÀ DI TORINO: “Torino credo che sia una bellissima città dal punto di vista estetico, molto fine. Si mangia benissimo qua, il vino mi piace tantissimo. Appena sono arrivato sono andato a visitare le Langhe. Non posso berlo tutti i giorni, ma quando vado a cena fuori sicuramente un bel calice di rosso me lo faccio”.

LA JUVENTUS: “Non è un posto dove tu vieni e vivacchi. Non puoi vivacchiare qua. Non c’è il tempo di allenarti una volta bene, una volta male, un anno e vai via. Devi dare tutto quello che hai. Il top di quello che c’è è quello che ti richiede questa maglia. Questi sono gli standard per stare alla Juventus”.

LA FASCIA DA CAPITANO: “Qui ci sono tutti i capitani della Juventus. È un mio sogno, un giorno, essere qui. Ho avuto la fortuna di conoscerne tantissimi. Tanti sono miei amici. Chiellini e Bonucci sono venuti al mio matrimonio. Buffon l’ho conosciuto bene in Nazionale. Del Piero è l’idolo di tutti e abbiamo un bel rapporto. Essere il capitano è qualcosa di unico. Anche parlarne mi emoziona”.

IL FUTURO: “Quando smetterò di giocare, in un futuro lontanissimo mi auguro, spero che la gente dica: “Guarda, Manuel ha sempre dato il cuore per questa maglia”. Questa è una cosa che mi piacerebbe venga riconosciuta. È un sogno che ho”.