Juventus, le parole di Capello: "Con loro la Juve è da Scudetto"
Le idee chiare sul futuro bianconero
Fabio Capello analizza le prospettive della Juventus in vista della prossima stagione e lo fa con la consueta chiarezza. L’ex tecnico bianconero, intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ha posto l’accento non tanto sulla classifica attuale quanto sulle basi da gettare per tornare a vincere. "I bilanci di fine anno non si fanno guardando il piazzamento, ma capendo cosa manca per aprire un ciclo vincente. La Champions deve essere la normalità, non il traguardo. Questa squadra deve essere costruita per puntare allo Scudetto", ha spiegato. Parole che fotografano bene il momento della Juventus, sospesa tra la necessità di chiudere al meglio la stagione e la programmazione di un futuro più ambizioso.
Fiducia nei rinnovi e stabilità dell’ambiente
Capello ha poi sottolineato l’importanza delle recenti mosse societarie legate ai rinnovi contrattuali, a partire da quello di Luciano Spalletti fino ad arrivare ai prolungamenti di giocatori chiave come Kenan Yildiz, Weston McKennie e Manuel Locatelli. "Quando rinnovi i contratti dei tuoi riferimenti tecnici mandi un segnale forte a tutto l’ambiente. Si crea stabilità, si abbassano le voci esterne e si lavora con più serenità. È un passaggio che spesso vale quanto un acquisto", ha dichiarato. Un concetto che evidenzia quanto la continuità progettuale possa incidere sul rendimento di una squadra nel medio periodo.
"Con Kim e Bernardo Silva questa Juve lotta per lo scudetto"
Entrando nel merito del mercato, Capello è stato molto diretto: "Non servono sei innesti, ne bastano due o tre ma devono essere top assoluti. Con un paio di campioni veri, questa Juventus cambia marcia". I nomi indicati sono di primissimo piano: Kim Min-Jae e Bernardo Silva. "Kim darebbe solidità insieme a Bremer, mentre Bernardo Silva è uno che alza il livello tecnico di tutta la squadra. A 31 anni può ancora fare la differenza in Serie A. Sarebbe un acquisto con un impatto simile a quello che ebbe Pirlo nella Juve di Conte", ha affermato. Un paragone pesante, che rende bene l’idea di quanto l’ex allenatore consideri il portoghese un profilo determinante.
Il dubbio tra Vlahovic e Lewandowski
Infine, Capello si è soffermato anche sul tema centravanti, mettendo a confronto Dušan Vlahović e Robert Lewandowski. "Lewandowski il gol lo sente ancora, quello non si perde mai. Però a quell’età il fisico inizia a presentare il conto, soprattutto se fai la punta. Vlahovic ha meno raffinatezza tecnica, ma ha margini e conosce già il contesto di Spalletti. Con Lewandowski aumenti le possibilità di vincere subito, con Vlahovic investi anche sul domani", ha concluso. Un’analisi lucida che riassume perfettamente il bivio davanti alla Juventus.
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